Una Questione di Sintassi

Quando vado in motorino, di solito non seguo con attenzione quello che mi succede intorno, a parte naturalmente l’attenzione necessaria per non farmi ammazzare.
Spesso sono con l’auricolare impegnato a telefonare, o ad ascoltare la musica, ma anche quando sono libero da distrazioni, tendo a pensare ai fatti miei.
Per questo motivo non mi sono accorto subito della tizia che mi si è affiancata al semaforo, e che evidentemente cercava di richiamare la mia attenzione, finché non mi ha detto:
– Scusaaaa –
Qui si impone una parentesi.
Non mi mette mai di buon umore il fatto che uno sconosciuto, che presumibilmente potrebbe essere mio figlio, mi dia del tu. Penso che darsi del lei, tra persone che non si conoscono, o a persone più grandi, sia un forma di cortesia e di rispetto che prelude ad un minimo di civilizzazione, ma tant’è, a quanto pare è in disuso.
Insomma, guardo la ragazzetta, e mi sembra appartenere ad una specie che consideravo estinta, quella dei “paninari”: motorinetto scassato, piumino gonfissimo, sui capelli ricci uno zuccotto di lana, e sopra un casco probabilmente appartenuto all’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale, la mano destra che nervosamente continua a dare gas, mentre i freni sono tirati, neanche dovesse domare la moto di Valentino Rossi.
Comunque, rispondo tranquillo: “Dimmi” (le dò del tu, eh beh, ci mancherebbe).
– Che me sai dì, pe’ pijà aaaaa Nomentana, ndo devo annà? “
Spero la traduzione non sia necessaria.
La Nomentana era effettivamente molto vicina, ma c’erano un paio di svolte, e quindi le do delle indicazioni il più possibile dettagliate:
– “Allora, qui giri a sinistra, prendi quella strada e ti tieni a destra, poi alla seconda giri a destra e da lì vai sempre dritto –
La ragazzetta mi guarda con astio, e a questo punto si permette anche la correzione:
– DrittAAA –
mi dice calcando bene sulla “a” finale, per ribadire una femminilità che a dire il vero non era così evidente a prima vista.
Nell’arco di qualche millisecondo, prima di incenerirla, ho cercato rapidamente la risposta migliore,  ho considerato anche l’offesa verbale e quella fisica, ma mi sono limitato a dire:
– DrittO, avverbio –
Poi i rispettivi destini ci hanno separati, e io mi sono un po’ depresso, a scoprirmi sempre più anziano.
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