Lamento di un fedifrago civilizzato

Che cosa vuoi da me?
Non capisco, che cosa vuoi ANCORA da me?
Mi alzo tutte le mattine alle 6, perché questo cazzo di lavoro nuovo, che non volevo neanche accettare ma che alla fine ho preso perché potevo guadagnare qualche lira in più, mi costringe a farmi tutti i santi giorni più di un’ora di macchina.
Sveglio i bambini tutti i giorni e tutti i giorni li lavo e li vesto. Tutti e TRE. Lo so che tu fai sempre tardi in ufficio, e la mattina hai bisogno di dormire qualche minuto in più, ma non per questo mi costa meno fatica.
Alle 8 te li faccio trovare sempre pronti, con la colazione a tavola, poi colazione per modo di dire, per non arrivare in ufficio in tarda mattinata per me è sempre un caffè e poi via.
Ma lo faccio volentieri, non credere che stare dietro ai bambini non sia un piacere.
Cercavo solo un po’ di solidarietà da parte tua.
Invece tutti i giorni alle 8.30, dopo che hai lasciato i bambini a scuola, mi chiami, e mi tieni almeno un quarto d’ora al telefono, e di solito non sono baci e tenerezze, ma è il collega che non vuoi incontrare, un’importante riunione che ti costringerà a fare tardi, la lista della spesa che “per favore se riesci puoi passarci tu”, le maestre che non capiscono i TUOI figli, i tuoi genitori che hanno litigato di nuovo, e tua madre domani arriva da Macerata.
E l’andrò a prendere io, mia suocera, come sempre, magari alle due di pomeriggio, nonostante le abbia chiesto per cortesia un milione di volte di non costringermi a prendere un permesso o a fare avanti e indietro dall’ufficio per andare in stazione a quell’ora, che a mamma purtroppo il taxi fa venire la nausea, ma cazzo quanti treni ci sono che arrivano dopo le 18? però mamma è mattiniera e preferisce muoversi presto.
Che poi io a tua madre sono anche affezionato, più che a tuo padre, che è un vecchio rompicoglioni, detto con rispetto e comunque quando viene a casa mia gli faccio vedere quello che vuole lui anche se c’è la nazionale, perché lui non ama il calcio, e sticazzi proprio un suocero anticonformista mi doveva capitare, comunque dicevo a me tua madre sta simpatica, e non mi scoccia, anche se tu dici il contrario, che passi con noi le vacanze.
D’altronde, non andiamo a San Benedetto del Tronto da 15 anni per stare vicino a lei? Sarebbe ridicolo che lei rimanesse in città, almeno ci aiuta con i bambini, quando non le fa male la schiena, un giorno sì e l’altro pure.
Ti sbagli, non ti sto rinfacciando proprio niente, sto cercando di ristabilire un minimo di verità.
No, assolutamente non ti parlerò di Marinella, perché non riuscirei a rimanere sereno.
Non è solo il fatto che ti chiama a tutte le ore e ti tiene al telefono mezz’ora per volta, mentre tu fai grandi gesti per indicarmi Luca che deve andare in bagno, o il sugo che va spento, piuttosto che dirmi con movimenti silenziosi delle labbra “puoi svuotare la lavastoviglie grazie”.
E non è neanche la sua mancanza di educazione, che quando si esce insieme ti requisisce per parlare solo con te fitto fitto, chissà che cazzo ti deve dire, che tu giuri e spergiuri che non è niente di importante, solo chiacchiere tra donne, e mi lasciate sempre a parlare con quel decerebrato del marito, che come unica occupazione ha la costruzione di modellini di aerei della seconda guerra mondiale, e quanti cazzo di spitfire può avere un uomo di 55 anni in casa?
Ti assicuro che la mia non è una rivendicazione sindacale, non voglio niente, non ti sto chiedendo niente, non sto neanche cercando di rivoltare la frittata.
E’ che mi hai ferito, e credo ingiustamente.
Mi sono mai lamentato ad esempio del fatto che da cinque anni non scop…va bene, va bene, ho detto VA BENE, non userò termini volgari, e cercherò di non dire parolacce, ma questo non cambia la sostanza dei fatti, cioè che da quando è nato Giulio i nostri rapporti sessuali sono praticamente a zero, che poi Giovanni, quello della contabilità, da quando ho fatto l’errore di confidarmi con lui tutte le mattine mi guarda con un sorrisetto e mi fa “gallina che non becca ha già beccato”, e uno di questi giorni lo mando aff…va bene, glie ne dico quattro, però fatto sta che ormai noi siamo come fratello e sorella, e sinceramente un po’ mi pesa.
E rimpiango le serate passate abbracciati dopo aver fatto l’amore, e magari a leggere un libro insieme, che oggi se voglio leggere devo andare nello studio, dove non abbiamo messo il riscaldamento che tanto di giorno è esposto a sud, così risparmiamo, perché dall’ultima gravidanza soffri di insonnia e la luce accesa non ti fa dormire e tu hai bisogno di dormire tanto, non come me che con 4 ore fatte a pezzi e bocconi comunque sono sempre in palla.
E comunque, ti ripeto, non ti chiedo di cambiare la nostra vita, non ho rivendicazioni da fare.
Ma cazzo, pretendi anche che ti sia fedele?

cucina

Annunci

9 thoughts on “Lamento di un fedifrago civilizzato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...