Le superfici lisce

Hai presente il ripiano di un tavolo in vetro? Sai, quei ripiani pesanti, lavorati in maniera impeccabile da artigiani sapienti, che riescono a dare al vetro un specie di magica lucentezza.
Mi sono sempre piaciuti ad esempio quei tavoli a “cavalletto”, con una pesante lastra di vetro appoggiata su due supporti di legno.
Ho anche visto una volta dei tavolini così ben fatti che le gambe di legno intrecciate tra di loro erano capaci di tenere solidamente appoggiata una lastra di vetro pesante decine di chili e non per questo meno trasparente.
E né nelle gambe, né sotto il vetro, era stata usata una sola goccia di collante di alcun tipo; solo la bravura dell’artista che li aveva creati li teneva insieme.
Ma non divaghiamo.
Vorrei ti concentrassi ora sul vetro.
Perfettamente liscio, dicevamo.
Così liscio che se fosse inclinato anche solo di un grado tutto scivolerebbe come una biglia su un piano inclinato.
Così liscio che l’attrito sembra semplicemente non esistere, così liscio che se ci passassi sopra i polpastrelli delle dita ti sembrerebbe quasi che fosse fatto di mercurio.
Ora immagina di avere a disposizione un potente microscopio che avvicini alla tua vista quella magnifica superficie.
Che la ingrandisca. Dieci, cento, mille, un milione di volte.
E poi un milione di milioni.
E alla fine quella che ti sembrava una perfetta, lucida superficie, ora è diventata un paesaggio lunare, con valli e montagne, piena di buche, difetti, rughe.
Che se avessi delle dita proporzionate, passandole ti sembrerebbe di toccare il materiale più ruvido, grezzo e indegno della terra.
Ecco.
Alcune persone sono così: amano guardarvi in profondità, scavare sempre più in dettaglio, cercare l’imperfezione, l’errore, l’asprezza.
E non pensano che talvolta se riuscissero a guardare gli altri nel loro insieme scoprirebbero che tutti, tutti, anche le persone più ruvide, hanno qualcosa di bello.

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4 thoughts on “Le superfici lisce

  1. Spesso chi si intestardisce nella ricerca di valli, montagne, buche, difetti, rughe non ha altrettanta costanza nel provare ad osservarle realmente, magari scoprendole ricche di sorprese positive; chè una grotta oscura può nascondere una miniera di diamanti

  2. A me invece non é mai piaciuta la freddezza del vetro. I paesaggi piatti. Adoro il legno caldo, le superfici grezze, vive, più interessanti al tatto. La dinamicità, l’imperfezione. I geodi con un mondo nascosto. E anche i sassi di fiume. E le persone sfaccettate. Purché sincere 😉

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