Cronache dal nuovo mondo – 1

La prima cosa che ti colpisce quando arrivi negli States, anche se come me ci sei stato già diverse volte, sono le file.
Lunghe, ordinate, interminabili.
Fila ai controlli passaporto, fila alla dogana, fila alla Polizia che vuole ricontrollare tutto, fila per prendere il trenino, fila per prendere la macchina a nolo, fila in autostrada, fila al check-in dell’albergo.
Ci ho messo tre ore dall’atterraggio per arrivare ad entrare in camera.
In queste tre ore avrei potuto quasi leggere un libro, o fare un giro di golf, o qualche centinaio di partite a ruzzle.
Il bello è che nessuno si lamenta.
Solo io, armato della mia ansia italiana, schiumavo di impazienza.
Ma per fortuna, è finalmente arrivato il giorno del primo gIro di golf.
Il campo è uno spettacolo, per la cronaca il Jacaranda West course a Plantation, ridente cittadina che apparentemente ha solo campi da golf, e neanche un ristorante.
Ho appuntamento con il mio amico Larry alle 12.
Cielo blu, prati verdi, brezza leggera, 28 gradi. Perfetto. Cosa potrà mai rovinare questa splendida giornata?
Risposta facile: Il momento del coglione.
C’è sempre un momento, o più momenti nella vita di tutti noi in cui si raggiungono vette di coglionaggine insperate.
E io l’ho fatto proprio oggi.
Parcheggio la macchina, mi tolgo le scarpe, metto i calzini e le scarpe da golf.
Portafoglio e cellulari sono sul sedile, la sacca nel bagagliaio.
Esco, chiudo lo sportello e vado a prendere la sacca.
Il bagagliaio non si apre.
Panico.
Provo gli sportelli.
Niente.
Macchina sigillata, portafoglio e cellulari bene in vista, e le chiavi, maledette stronze, buttate sul sedile.
DUE paia di chiavi. Già, perché loro ti danno la doppia copia, peccato che le due chiavi siano tenute insieme daun anello di ferro, che forse solo Sauron potrebbe spezzare.
Che cazzo te ne danno a fare due, se non le puoi separare?
Ora, questa è la situazione che un ansioso cronico teme e spera nello stesso tempo.
E ora, che cazzo faccio?
Non ho il cellulare per chiamare Larry, non mi posso allontanare, non ho soldi.
Spacco il vetro. Ok presto, dov’è una pietra. Chissenefrega se poi lo ripago, ma intanto recupero tutto.
La cosa che mi mette più ansia di tutte è che tra mezz’ora dobbiamo iniziare a giocare.
Non trovo una pietra (e meno male), allora vado alla reception e scopro che Larry è già arrivato. Oh cazzo, non lo intercetto, e dove lo becco?
Poi lo vedo, a pochi metri, e gli vado incontro.
“Larry, I have a major problem”
E gli spiego che dobbiamo spaccare il vetro.
Ecco, qui si capisce perché gli americani ci sovrasteranno sempre.
Larry mantiene il sangue freddo, chiama la compagnia di noleggio, sposta la prenotazione del campo, e mi porta a mangiare al ristorante, dove una bella fanciulla mi prende per il culo per tutto il tempo (me lo sono meritato).
Dieci minuti, e squilla il telefono di Larry. La Budget ha mandato già il fabbro.
Arriviamo alla macchina, ed entriamo nella scena di un film western.
Un vecchio sdentato, con le gambe storte, parcheggia un vecchissimo van e scende con una serie di arnesi mai visti, tra cui, in ordine fantozziano: un piede di porco di plastica; una sacchetta collegata ad una pompetta; un cavo metalico rigido ripiegato alle estremità.
Chiedo al vecchio Sam (di sicuro si chiama Sam, non ho dubbi) se gli succede spesso di soccorrere automobilisti in difficoltà. Mi dice che se non fosse per quelli come me sarebbe fallito.
Grazie Sam, non mi sentivo abbastanza coglione.
Però mi interessa vedere la tecnica di scassinamento.
Sam allarga leggermente lo sportello con il piede di porco, poi inserisce la sacchetta e la gonfia piano piano con la pompetta.
Mentre lo fa mi guarda con il sorriso sdentato e mi dice: “Controllo la pressione alla macchina per vedere se si sente bene”
Grazie Sam, ma lo avevo già capito, che sono un coglione.
Quando lo sportello si è allargato per bene, Sam inserisce il cavo e in un paio di tentativi riesce a tirare la leva e ad aprire lo sportello.
Durata dell’operazione: un minuto netto.
Costo: 55 dollari alla Budget  e 10 di mancia a Sam, uno dei più potenti ansiolitici mai provati.
Recupero le mie cose, e vado a giocare.
Dicevamo: cosa potrà andare storto? Niente, no? 

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