Cronache dal nuovo mondo – 3

Istruzioni per l’uso
Penso siano stati scritti migliaia di libri su come viaggiare in America, cosa fare, come muoversi, etc.
Mi permetterò di aggiungere i miei consigli, soffermandomi sulle cose che nessuno vi dirà mai, o che comunque sono difficili da trovare su guide, manuali, e altro.
Solo un italiano che conosca l’America può dare delle buone dritte a degli italiani che si avventurano – magari per la prima volta – negli States. 
E allora cominciamo!

Auto a nolo
L’auto a nolo non ha la frizione. Forse lo sapevate già, ma è meglio ripeterlo, perché tutti gli italiani che guidano negli States prima o poi (più prima che poi) dovranno frenare improvvisamente, e istintivamente metteranno mani, anzi piedi, alla frizione, col risultato di spingere con violenza con entrambi i piedi sul freno. Se non avete preso come optional l’acceleratore inerziale di Star Trek, questo causerà lo spiaccicamento di voi e tutti i vostri bagagli sul parabrezza anteriore.
Non fatelo.
Dimenticatevi di avere il piede sinistro, non vi servirà più per tutta la vacanza.

Le chiavi sono due, unite da un tondino da 12. Non le potete separare per darne una a vostra moglie, o lasciarla per sicurezza in albergo. 
Tenete sempre il numero della compagnia di noleggio in tasca; in caso di perdita delle chiavi, lockout o altro, vi aiuteranno. Non verrà via gratis, ma non vi lasceranno nella m…nei guai.

Prendete l’auto più piccola ed economica disponibile. Sarà una Focus o simile, sufficiente per quattro persone con bagagli normali. Per loro la macchina media è l’hummer, e quella grande il Nostromo di Alien.

Negli States con il semaforo rosso si può svoltare a destra, TRANNE quando c’è scritto di non farlo. In questi casi: non lo fate. Noterete un sacco di cartelloni con scritto “Car accident? Call us at xxxxxxxx”.
Ecco, è pieno di avvocati che aspettano un bell’incidente per levarvi anche la pelle.
Rispettate le regole.

Per fare benzina bisogna sempre pagare prima. Non tentate di farla con la carta alla pompa. Vi addentrereste in un sacco di domande, alle quali risponderete a fatica, ma poi quando arriva la faditica “Zip code?” dovete andare a pagare prima lo stesso.

L’America vive sulle carte di credito. Non avrete mai bisogno di contanti, TRANNE in due casi, uno dei quali è l’autostrada a pagamento (turnpike).
Se non avete cash le opzioni sono: 1) pregare l’addetto di farvi passare senza pagare (l’ho fatto due volte e ha funzionato); 2) farvi prendere la targa e farvi mandare il conto, opzione costosissima; 3) accelerare, rompere la barriera, e venire inseguiti da decine di auto, stile Blues Brothers. Ah, beh, cazzi vostri.

Le città negli Stati Uniti sono definite spesso a tavolino, e nelle città più grandi capita di pensare di essere in un altro quartiere, ma in realtà è una municipalità diversa. Ad esempio, Miami, Miami Beach, Miami Gardens, South Beach etc sono tutte “città” differenti.
Perché vi dico questo?. Perché se cercate una strada, che tipicamente sarà la 7th ave o la 18th st, e non siete sicuri della città potreste non trovare quello che cercate, perché spesso le numerazioni ricominciano!
E quindi se percorrete ad esempio la 7th e vi cambia la municipalità sotto il naso, vi resettano i civici, e magari vi ritrovate in un posto completamente diverso.
Quindi occhio all’indirizzo. Lo so è una fatica, ma meglio saperlo, no!?

Altri consigli spiccioli.
“Ramp” non significa rampa, ma uscita.
“Toll” significa a pagamento, quindi toll road è una strada a pedaggio.
“Pool lane” sono corsie veloci in cui si può andare solo se siete almeno in tre, di solito. Se siete da soli la multa è sicura.
I benzinai sono localizzati in aree fuori città, non come da noi che ce n’è uno anche a Piazza Esedra…
In autostrada sono ogni 100 km circa, quindi mettete benzina appena potete, cercate di non lasciarvi mai meno di un quarto di serbatoio, le auto americane consumano un sacco.
A proposito: in autostrada i benzinai sono in mezzo, ed è possibile sbagliare direzione e tornare indietro uscendo. Fate attenzione…

Polizia

In America la Polizia è dappertutto. Sempre. Non esiste posto o ora del giorno o della notte in cui non incrociate una pattuglia.
La presenza della Polizia la comnciate a notare già in aeroporto, ai controlli, alla dogana, etc.
Decine e decine di poliziotti, con i cani antidroga, tutti in uniforme (e senza, occhio).
Se andrete negli States spesso, o per un periodo abbastanza lungo, avrete a che fare con la Polizia americana.
Dovete fare molta attenzione.
I poliziotti americani non sono dotati di ironia.
Non scherzo.
È gente con la pistola facile, che governa un paese dove il 50% delle persone ha una pistola nel cruscotto della macchina, e dove i delinquenti sparano con armi da guerra, dove è pieno di ubriachi armati, tossici armati, coglioni armati.
I poliziotti sono il bersaglio preferito, e come è ovvio non gradiscono.
In più, dall’11 settembre le garanzie democratiche sono un po’ diminuite, e chiunque sia ritenuto un  sospetto può essere fermato, perquisito, tenuto in custodia per accertamenti, e se si sospetta pericolo, anche abbattuto.
Quindi, se per caso un poliziotto vi dovesse fermare, sappiate che sarà gentilissimo, estremamente professionale, efficiente, ma al minimo segnale di problemi da parte vostra sarete nei guai.
Per cui non fate gli italiani a tutti i costi; mettete su la faccia più innocente che potete, non fate battute che a voi sembrano divertenti, ma a loro no (ho già detto che sono privi di ironia?), fate gesti universalmente di pace, come ad esempio braccia distese e palme rivolte verso l’alto.
Se non capite le istruzioni, non fate “eh?”, ma imparate una semplice frase: “I am Italian, I don’t understand”.
Se siete con la famiglia, avete una faccia rassicurante, e non farete casino, questo sarà sufficiente, perché nessun poliziotto vorrà la rogna di trovare uno che parli italiano, o scortarvi alla centrale, o altro.
Sì, potreste aggiungere “I come in peace”, ma non serve a gran che.
Rispettate i limiti di velocità. La più alta probabilità di avere a che fare con la Polizia è legata al piedino pesante che noi italiani abbiamo in autostrada.
Tenete conto che le polizie locali (città o contea) fanno a gara a chi è più severo con gli automobilisti indisciplinati, e hanno tutti il radar autovelox.
Se vi fermano la procedura è semplice, l’avrete vista in migliaia di film, e va rispettata alla lettera.
La macchina comincerà a lampeggiare, vi si metterà dietro e farà un suono che è simile ad un grosso antifurto.
Vuol dire che dovete accostare.
E voi ACCOSTATE.
Il poliziotto vi arriverà da dietro, nel punto cieco, una mano alla pistola.
Non sto scherzando, è la procedura.
Talvolta se hanno l’altoparlante, vi daranno le istruzioni prima di venire da voi: “Pull over, hands on wheel, do not move”.
Quando il poliziotto si avvicinerà e vi saluterà con cortesia vorrà trovarvi con il motore spento, le mani ben ferme sul volante e il finestrino abbassato.
Vi chiederà la patente (“driving license”).
Questa è la parte più delicata. In ogni caso muovetevi con estrema lentezza. Se siete nervosi, respirate.
Per nessun motivo vi dovrete sporgere verso il cassettino, o alzarvi dal sedile, o peggio scendere dalla macchina.
Se la patente non è facilmente raggiungibile, chiedete il permesso di prenderla, anche a gesti.
La porgete al poliziotto, aspettate fermi, vi beccate la vostra bella multa, e ve ne andate contenti, e la prossima volta, andate più piano, cazzo!

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4 thoughts on “Cronache dal nuovo mondo – 3

  1. Da questo si deduce che per noi ansiosi gli Stati Uniti sono una meta pericolosa… Io quando mi ferma un qualunque pubblico ufficiale mi innervosisco terribilmente anche se non ho nulla che non va o da nascondere.

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