Dichiarazioni di post voto

Va bene, gli scrutini sono praticamente terminati.Stavolta ho vinto, oppure no, non lo so.
Ho pareggiato?
Abbiamo pareggiato?
O abbiamo perso tutti?

Cerco di leggere i risultati non solo in ottica politica a breve, ma per capire meglio il paese dove vivo.
Capire se, al netto delle ragioni, della legge elettorale ignobile, delle legittime aspirazioni di tutti noi, possiamo ancora definirci una nazione.
E quello che vedo, francamente, è fuori dalla mia comprensione.

Il primo partito italiano è il partito della protesta; la protesta contro la politica come arte del compromesso, come negoziazione continua, come ricerca di alleanze per il potere.
Eppure, c’è un altro modo?
Quando si deve governare non solo per la minoranza (10 o 15 milioni di voti che siano) che ti ha eletto, ma per 60 e passa milioni di persone, compresi quei 30 milioni che non ti hanno votato, e anche quegli altri 15 milioni che non possono ancora votare, è giusto essere intransigenti, moralisti, populisti, demagoghi?
Oppure non bisogna trovare un equilibrio? sentire le ragioni di tutti, anche e soprattutto degli altri?
Non è forse la politica l’arte del possibile?

Eppure, per quanto io sia a disagio nel vedere come tante persone perbene si siano fatte abbindolare dall’utopia, sono sconvolto nel rendermi conto che ancora una volta il centro destra, questo centro destra, ha rischiato ancora una volta di essere il primo partito d’Italia.
10 milioni di italiani, di fronte alla scelta su chi mandare a rappresentarli in Parlamento, hanno scelto ancora una volta chi da 20 li sta dissanguando, chi ha svilito la morale pubblica e privata, chi ha piegato le leggi e la cosa pubblica per il suo interesse privato, chi ha assemblato una squadra di persone e personaggi non solo impreparati, ma soprattutto inqualificabili.
Fa male, malissimo vedere che la Lombardia, la Campania, la Calabria, la Puglia, la Sicilia, regioni che per motivi diversi dovrebbero più di tutti volere un cambiamento, premiano ancora una volta le menzogne che puntuali si ripetono ad ogni tornata elettorale, senza mai avere un minimo riscontro.
E l’Abruzzo.
Gli abruzzesi, che più di tutti hanno subito sulla loro pelle le menzogne, le promesse mancate, la strumentalizzazione, il cinismo, lo sfruttamento da parte di quella classe politica, hanno comunque votato in massa per il PDL.
E che dire di quei 10.000 elettori che nelle regioni meridionali hanno dato il loro voto alla Lega Nord, a un partito cioè che ha basato le proprie fortune sulla supposta supremazia delle genti del nord su quelle del sud.

Ecco, il risultato di oggi secondo me è proprio figlio di questa incapacità di noi italiani di avere memoria storica, di capire cosa è meglio per noi, e quando dico “noi” intendo dire non solo io, la mia famiglia, i miei parenti e i miei amici, intendo dire quelli che vivono vicino, nello stesso quartiere, nella stessa città, regione, paese, continente, pianeta.
A noi italiani ci ha fregato Machiavelli, e l’interpretazione letterale dei suoi scritti.
Ognuno di noi pensa di essere il più furbo, il più intelligente, quello che sa come piegare il mondo alla sua volontà.
Invece siamo solo degli ignoranti, che non sanno vedere al di là del loro naso, del loro lavoro, della loro squadra di calcio, della propria fidanzata.
Non abbiamo respiro, non pensiamo al futuro, ma solo a oggi: cosa posso ottenere oggi, e domani chissenefrega.

In questo senso il voto a Grillo ha esattamente lo stesso identico valore di quello dato a Berlusconi.
Non riesco a vedere differenze sostanziali.
Sono voti per distruggere, per smontare, per sfasciare. Non c’è, in quelle espressioni politiche, alcuna proposta concreta, reale e pragmatica per governare questo paese.
Berlusconi, con la più grande maggioranza parlamentare della storia italiana, ha saputo solo piegare al suo volere in maniera personaggi spesso inqualificabili.
Grillo, con il suo desiderio di mandare tutti affanculo – e forse ci riuscirà perché trova terreno fertile nel desiderio di autodistruzione degli italiani – se mai riuscirà nel suo intento troverà solo macerie, e cosa potrà ricostruire?

E’ dura da ammettere, ma gli italiani non sono abituati ad essere un solo popolo.
Ci emozioniamo di essere italiani solo quando gioca la Nazionale, e allora tutti a cantare l’inno nazionale a squarciagola.
Poi, finita la partita, ritorniamo ad essere il popolo delle fazioni, dei campanili, delle contrade, del quartiere, del palazzo.

Credo di essere giunto alla conclusione che gli italiani non hanno qualità sufficienti per avere un ruolo importante in un contesto internazionale.
Anzi.
Molti hanno ventilato la Grecia come spauracchio per votare in un modo o nell’altro.
Ma noi siamo come la Grecia.
Siamo un Paese dai bizantinismi infiniti, dove il cinismo e le congiure di palazzo sono l’unico modello di comportamento noto, a tutti i livelli, non solo politico, ma anche economico, sociale, religioso, aziendale.

A noi italiani, ci salva solo una cosa.
La bellezza.
E’ tutto quello che ci hanno lasciato i nostri progenitori.
La bellezza nei monumenti, nella natura, nel vestire, nel mangiare, nel vivere di cose semplici e appassionanti.
La bellezza nel design, nella ricerca, nelle invenzioni.
Ma anche la bellezza prima o poi sfiorisce, e ho paura, molta paura, che di questo passo non ci rimarrà più neanche quella.

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9 thoughts on “Dichiarazioni di post voto

  1. Analisi perfetta, a meno di non aver individuato il vero unico e solo responsabile della disfatta!!
    bersani e il suo PD, artefice di una campagna elettorale suicida,capace di bruciare in due mesi 7 pt percentuali di vantaggio.
    il voto va conquistato, va difeso, va soprattutto meritato.
    la sola esistenza in vita come coalizione di centro-sinistra non garantisce la maggioranza.
    ha dimostrato la totale incapacità di capire l’elettorato, cosa chiedeva il 50% degli italiani, di dire la cosa giusta al momento giusto, di convogliare quella che chiami voto di protesta ma che è un voto finalizzato a costruire una politica nuova, di costruizione non di distruzione verso un programma di governo. era cosa facile, bastava scendere dalla sua presunzione culturale e andare nelle piazze per capire.
    hai allontanato renzi (che avrebbe vinto in carrozza…) hai allontanato altri alleati, insomma un’ottusità politica che mi fa dubbitare anche delle sue vere potenzialità di governo semmai avremmo mai modo di testarle!
    ciao
    giuseppe

    • In parte concordo con te, ma ti ricordo che in tutte le elezioni i sondaggi fatti fino a una settimana dal voto lasciano il tempo che trovano, perché sono basati sulle intenzioni di voto, e gli italiani si sa, sono bravi a mentire, basta vedere i risultati degli exit poll.
      Inoltre per un fenomeno compensativo, i gap si riducono e non si allargano mai, quindi i sondaggi di due mesi fa erano il massimo che potesse sperare di portare a casa Bersani, e non il punto di partenza.
      Certo, si poteva scegliere Renzi, ma milioni di persone in modo democratico hanno scelto Bersani, non ce lo dimentichiamo.
      Inoltre un PD governato da Renzi, e un’alleanza con Monti invece che con Vendola, è un oggetto che somiglia tanto, ma proprio tanto alla DC.
      Sicuro che è quello che vogliamo?

      • hai battuto democraticamente renzi, che incarna nell’immaginario comune il “nuovo che avanza”, che avrebbe rubato certamente consensi tra gli sbarbati, ma vuoi allargare il tuo programma includendo queste nuove istanze, vuoi dire ad ogni tribuna politica a cui partecipi “anche noi come grillo vogliamo cambiare strada , andare verso un modo diverso di far politica”. bastava andare sul programma a cinque stelle fare un control CtrL + C su due tre punti fattibili tornare sul proprio e con CtrL + V avresti vinto le elezioni…..troppo difficile!

      • Non credo sia possibile vincere con formule magiche.
        Non ti dimenticare che negli ultimi due mesi Berlusconi ha di fatto occupato militarmente l’etere e la stampa, e gran parte del recupero del PDL lo si deve a lui.
        Se non avesse fatto tutto questo, oggi assisteremmo ad un bel governo di coalizione PD-Monti (non necessariamente il mio auspicio).
        Il 25% di “protesta” (o di proposta) di Grillo, è una percentuale che ci può stare.
        La vera sorpresa, e non esito a definirlo scandalo, è il fatto che 10ML di italiani hanno ridato il voto a PDL e Lega, nonostante tutto.

  2. il mistero del volto santo di manoppello è “peanut” rispetto a questo…..anche perché è da stamattina che cerco invano uno de sti 10ML di “compatrioti”

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