Caro Babbo Natale, ecco cosa vorrei come regalo per il Governo del Paese…

Ora che il Parlamento è stato eletto, bisognerà pur fare un Governo.
Pare che le forze politiche voteranno in base ai programmi e alle proposte.
Allora tanto vale che anche io esprima i miei desideri, tanto, non costa nulla.

1 – Un Governo
Può sembrare tautologico, ma qualsiasi cosa succeda, il mio primo desiderio è che si riesca a formare un Governo stabile. Almeno per fare quelle due o tre cose indispensabili, o per mettere in pratica il mio programma. Non serve tanto, due anni, ma qualunque cosa succeda, non ci rimandate a votare tra sei mesi, per favore.

2 – Legge elettorale
Voglio una legge elettorale con due caratteristiche: scegliere chi ho votato, e svincolare i parlamentari dalle logiche dei partiti.
E quindi uninominale secca su ogni collegio elettorale, per ogni deputato o senatore. Chi prende più voti in un collegio va in parlamento. A quel punto tutti i discorsi su numero di parlamentari, bicameralismo, etc diventano irrilevanti.

3 – Riforma dell’INPS
Separazione contabile del bilancio pensionistico e del bilancio assistenziale. La parte strettamente pensionistica dell’INPS è in attivo. La parte assistenziale, giusta e doverosa, va finanziata con la fiscalità generale, e non con i contributi pensionistici.
L’accumulo per le pensioni è un progetto a lungo termine. Che quando si inizia deve seguire un percorso, in cui tutte e due le parti – chi versa e chi gestisce – rispettano le regole.
Se l’INPS fosse privata, avrebbe chiuso per tutte le cause che gli sarebbero state intentate. Dato che INPS=Stato, non si può.
Allora il prossimo Governo mi fa il favore di istituire un sistema pensionistico che rifletta, per ciascun contribuente, le regole in vigore quando si è iniziato a contribuire.
Chi ha iniziato a lavorare 20 o 30 anni fa, avrebbe potuto fare altre scelte, non gli si può chiedere ORA di rinunciare a gran parte del suo reddito pensionistico, o di smettere di lavorare a 67 anni.

4 – Tassazione ed evasione fiscale
Rimodulazione verso l’alto delle aliquote IRPEF.
Obbligo di tracciatura con codice fiscale per tutti gli acquisti superiori a 100 euro.

5 – Riduzione drastica del cuneo fiscale
Oggi un’azienda paga a occhio e croce 100 un dipendente, al quale vanno lordi 67 e netti 35.
Questa sproporzione (2/3 allo stato in varie forme e 1/3 al dipendente) non è più tollerabile.
Bisogna iniziare dal rendere più conveniente l’assunzione dei lavoratori, quindi i contributi delle aziende vanno ridotti il più possibile.
Al netto di costi ineludibili, vanno ridotti a zero. Lo stato non deve fare cassa con il costo del lavoro

6 – Eliminazione degli ordini professionali e del valore legale del titolo di studio
Fonte inesauribile di corruttela e di sperequazione.
L’Italia dei fasci e delle corporazioni è ancora viva e vegeta, e sarebbe il caso di archiviarla

7 – Riduzione tasse sulla prima casa
La prima casa va considerata un bene primario, e quindi può essere tassata in maniera molto marginale.
I patrimoni immobiliari che producono reddito tassabile (affitti) possono essere esentati da ulteriori tassazioni; è ingiusto pagare su un immobile SIA le tasse da reddito, SIA le imposte finanziarie.
Gli immobili che non producono reddito vanno inseriti nel calcolo del reddito personale o aziendale, in base alle rendite catastali rivalutate, senza ulteriori imposizioni fiscali.

8 – Legge costituzionale sui condoni
I capitali scudati vanno tassati almeno al 50%. Va introdotta una norma che renda incostituzionale qualsiasi legislazione relativa a condoni

9 – Reati finanziari
I reati finanziari, inclusi falso in bilancio, falsificazione dei registri, mancata emissione scontrini fiscali, devono diventare reati amministrativi e penali, con inasprimento delle pene per gli amministratori e i dirigenti aziendali.

10 – Semplificazione amministrativa per le imprese
L’apertura di un’impresa deve essere soggetta solo alla verifica da parte dell’amministrazione, a costo zero per il cittadino, dello stato fiscale ed eventuali pendenze giudiziarie o tributarie dei richiedenti.
Nessun contributo è dovuto in assenza di fatturato o utile.
Obbligo da parte dell’Agenzia delle Entrate di un’indagine diretta per ogni società di capitali che presenti più di tre bilanci consecutivi in rosso.
Compensazione in fase di dichiarazione dei redditi di crediti e debiti verso qualsiasi amministrazione pubblica.

Mi fermo qui.
Ci sarebbero tante altre cose da fare, e spero di vederne alcune.
Ci sarebbe da parlare dell’ambiente, della lotta all’evasione ed elusione fiscale, della mafia, delle rivalutazioni delle pensioni, delle battaglie in sede europea per i criteri di bilancio, di legge contro l’omofobia e per il riconoscimento delle unioni di fatto, dell’immigrazione clandestina e regolare, dello ius solis, dell’Università e della Ricerca, delle aziende di stato. Molto ci sarebbe da dire.
Chi veramente vuole lavorare per il miglioramento di questo Paese, non ha che l’imbarazzo della scelta.

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One thought on “Caro Babbo Natale, ecco cosa vorrei come regalo per il Governo del Paese…

  1. visto che è una lettera per babbo natale aggiungi pure “la lazio che vince lo scudetto” cosi magari babbo ti risponde ” a cardarè so’ babbo natale mica il genio della lampada, al massimo te posso sistemà l’INPS…”…..!!!!

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