Alle donne che odiano l’8 marzo

Care donne che odiate l’8 marzo, vi scrivo in segno di solidarietà e di pace.


Forse non dovrei, ma mi metto d’ufficio in quel (nutrito, vi assicuro) gruppo di uomini che è consapevole che le donne, in Italia e nel mondo, vivono ancora in una condizione di sostanziale e formale inferiorità.
So bene che l’economia, la famiglia, la rete sociale, si appoggiano sul lavoro spesso mal pagato, mai abbastanza riconosciuto, e in continuo aumento, delle donne.
Le nostre madri, le nostre mogli, e dio non voglia anche le nostre figlie, avranno più doveri, più impegni, più insoddisfazioni e meno soldi, riconoscimenti, serenità, di noi uomini.
Noi uomini-consapevoli sappiamo che non è festeggiando un giorno l’anno la donna come se fosse una specie animale in pericolo che si possono cambiare i fatti: gli stipendi più bassi a parità di incarico; la disoccupazione più alta; le ore lavorate maggiori; la gestione della famiglia, degli anziani, dei figli quasi totalmente a carico delle donne.


Eppure la Festa delle Donne nasce con un intento ricco di speranza: una grande manifestazione per fermare la prima guerra mondiale.
Ecco, una cosa che le donne non sono capaci di fare. La guerra.
Credo che in un mondo governato dalle donne, e non dal testosterone, non esisterebbe la guerra, almeno non come la conosciamo noi, non ci sarebbero le associazioni a delinquere, la criminalità organizzata, la violenza e la sopraffazione quotidiana.


Care donne che odiate la Festa della Donna, che vi sentite umiliate, sconfitte, da una considerazione stereotipata e ripetitiva, che guardate la mimosa come un veleno, che vi sentite prendere dal disgusto di fronte alle vetrine piene di confezioni di baci perugina, e rose rosse finte; che odiate anche le stesse donne, che usano questo giorno per godere di una effimera libertà ed eccitazione, nei confronti di uomini magari distratti, nella migliore delle ipotesi, o ignoranti, violenti, oppressivi; queste donne che un giorno l’anno diventano “la regina della casa”, e magari approfittano di un’unica chance per un’uscita la sera; queste donne so che le odiate più degli uomini che le opprimono, perché non sanno ribellarsi, e anzi, con questa ricorrenza-macchietta non fanno altro che avallare gli altri 364 giorni passati al buio.


Care donne, io sono con voi, eppure vi dico: questa festa è anche un’opportunità.
Per parlare della discriminazione, della disuguaglianza, della ingiustizia. Non se ne parla mai abbastanza, credetemi.
Ed è anche l’opportunità per milioni di uomini di guardare con occhi diversi le donne della loro vita, anche se solo per un giorno; ebbene, lasciateglielo fare.
Perché in fondo, chi vi regala una mimosa, una rosa, un confetto, non vuole altro che una carezza ed un sorriso, e non ci trovo niente di male in questo.
Ecco.

Care donne che odiano la Festa della Donna: se mi vedrete con un regalo per voi, ricordatevi che lo faccio per il vostro sorriso.
Non me lo negate.

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6 thoughts on “Alle donne che odiano l’8 marzo

  1. Caro Rodolfo,
    io non odio la festa delle donne, trovo che sia solo un NIENTE e, come tale, c’è e passa senza intaccare alcunchè nella vita di nessuna/o.
    Una cosa sola posso augurare a tutte le donne, ma la auguro oggi come tutti i giorni dell’anno, che possano avere la fortuna, l’intelligenza, l’acume di trovare un uomo che sappia dividere e condividere con lei la VITA, intesa come oneri e piaceri, come fatiche e gratificazioni quotidiane, come gioie e dolori.
    Perchè di questi uomini ti assicuro ce ne sono, non tanti, ma ci sono. Sta alle donne capire, intuire, azionando non solo il cuore ma anche il cervello.

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