La Festa della Donna

Il Maresciallo Graziosi è il protagonista di alcuni miei racconti, uno dei quali già pubblicato anche qui: “Il Bambino”
Stavolta la sua presenza, se non inutile, è quanto meno ininfluente, ma sono contento che sia stato proprio lui ad ascoltare questa storia.

Non ho intenzione di farle perdere tempo, Maresciallo, e come vede sono venuta di mia spontanea volontà, e vi avrei già raccontato tutto, se non fosse che mi avete fatto aspettare due ore per assegnarmi questo avvocato d’ufficio, che poi io neanche lo volevo.
Va bene, lo so che lo prevede la legge, ma non mi serve nessuno che mi difenda, perché non ho nulla da cui difendermi.
Certo. L’ho ammazzato io.
Io da sola, e lo rifarei un milione di volte.
E l’unica cosa che mi dispiace, è che non sono abbastanza forte da averlo potuto ammazzare con le mie mani, perché quel bastardo pesava oltre 100 chili, e non erano tutta panza, creda a me.
L’ho dovuto accoltellare. E comunque c’ho provato gusto lo stesso, a dargli quelle dieci coltellate.
Ventotto? non lo so, Marescià, forse i suoi uomini sono più bravi di me a fare i conti, e comunque in quel momento non pensavo ai numeri.
Pensavo a staccargli quel sorrisetto infame dalla faccia.
Pensavo a dargli qualche coltellata forte, ma qualcuna piano, finché era ancora vivo, perché mi piaceva vederlo soffrire. Peccato che la prima glie l’ho dovuta dare a tradimento, in mezzo alla schiena.
Glie l’ho detto, era un colosso, quello stronzo, e non volevo correre rischi, ma mi sarebbe piaciuto vedere lo stupore nei suoi occhi quando gli ho infilato 25 centimetri di coltello da pescatore in mezzo ai reni.
Eh sì. Era suo. Il suo coltello, proprio quello con cui mi minacciava.
Proprio quello con cui mi ha fatto questi tagli qua, guardi Marescià: sulle braccia, sulle gambe, sulla pancia.
Solo il viso mi ha risparmiato, perché diceva che gli piaceva, il mio viso, e non me lo voleva rovinare.
Avvocato, lei si deve fare i cazzi suoi!
Non sono matta, e non voglio che lei dica questa cosa.
Non ho nessuna intenzione di passare per pazza, anzi: non sono mai stata così lucida in vita mia, e se pensa di farmi evitare la galera in questo modo, me lo dica, e la sollevo subito dall’incarico, e mi faccio dare un altro avvocato, uno che si sta zitto.
No, ma che dice!
Marescià, non lo stia a sentire, questo non ha capito niente.
Ecco bravo, glie lo dica lei, che mi sembra una persona intelligente.
Gelosia? Ma pensate che avrei mai ammazzato quel disgraziato solo perché andava a letto con altre donne?
Ma la gelosia, quella sì, appartiene ai matti, e io ve l’ho già detto, non sono pazza.
Avrei pagato, perché se ne andasse con qualcun’altra e la smettesse di mettermi le mani addosso.
No, neanche le botte e i tagli.
Non me ne fregava più niente, erano parte della routine quotidiana, e poi è quello che ho visto a casa mia per tutta la vita, e mio padre e mia madre sono rimasti insieme per 60 anni, e lei ha pure pianto al suo funerale, nonostante tutte le botte che aveva preso.
Solo se avesse toccato i miei figli, solo per quel motivo, l’avrei ammazzato subito e da molto tempo. Ma non l’ha mai fatto, ero solo io, io e solo io, il suo bersaglio.
Avvocato, la smetta e guardi il Maresciallo.
Lui ha capito tutto. Faccia fare a lui, e la pianti di trovare delle scuse e degli alibi, non ne ho e non ne voglio.
Marescià, mi scusi se mi avvicino, ma è inutile parlare con questo qua.
Lei è una persone perbene, si vede, e lei saprà riportare correttamente quello che le dico.
Io l’ho ammazzato perché mi ha fatto diventare un’altra persona.
Perché le botte, le umiliazioni, la violenza, erano solo la manifestazione esteriore, ma quello che mi ha distrutto, fino al punto di non poterne più, è stato il suo desiderio di piegarmi, di plagiarmi, di farmi dimenticare le cose belle che ci stanno al mondo, di quanto può essere piacevole una passeggiata, un fiore, una risata, gli amici.
Lui mi aveva cambiato, e questa persona che sono io ora è una persona brutta, e io non la voglio più.
Voglio ridiventare quella che ero una volta, voglio essere libera, anche dentro una galera, ma libera.
Per questo l’ho ammazzato.
Per questo l’ho ammazzato oggi, otto marzo.
Perché oggi è la mia festa.

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