Una giornata un po’ così…

Niente non riesco a dormire stamattina ma che ore sono le sei che palle ma neanche quando sei stanco vabbè prendi l’ipad chiudi l’ipad riprendi l’ipad richiudi l’ipad allora mi alzo no sono troppo stanco per alzarmi troppo stanco per dormire finalmente suona la sveglia di mia moglie almeno qualcuno mi fa compagnia ma si alza e mi saluta deve uscire presto vabbè allora mi alzo pure io vorrei che mi venisse l’influenza così sto a casa e invece non mi ammalo mai alla fine saluto mia moglie che esce di corsa sveglio la bimba preparo la colazione faccio colazione impartisco le istruzioni che tanto verranno ignorate e vado a prepararmi faccio la doccia mi vesto prego iddio di trovare la mostra già pronta quando sento un suono di flauto no non è il dio pan ma i cari bambini stanno studiando il flauto e lei ha cercato con pervicacia un vecchio flauto sommerso chissà da quanti altri ammennicoli e ora si sta esercitando una scarpa al piede l’altra non la trova però neanche la cerca hai messo l’apparecchio no hai fatto la coda no hai controllato lo zaino no però papà ora ti racconto tutti i nuovi orari e il lunedì non c’è più ginnastica però c’è musica poi forse la spostiamo perché il giovedì luca non può e chi è luca è il mio compagno di classe ah ecco quel luca e poi però forse la ginnastica viene rispostata al mercoledì mi è già venuto il mal di testa alla fine dopo una trattativa estenuante riesco ad uscire di casa e dal portone spunto con in mano i seguenti oggetti uno zaino un ombrello un casco del motorino con accessori due buste della mondezza una di sola plastica l’altra non si capisce mi tocca aprirla perché mia moglie l’ha legata come avrebbe fatto un marinaio della garibaldi alla fine ci riesco mi assale un odore di avanzi alimentari capisco che non è da differenziata e nell’altra mano c’ho una bambina anche lei con zaino ombrello accessori a piedi ci avviamo verso scuola butto la mondezza e almeno libero una delle 4 mani perché due non mi bastavano arriviamo a scuola mollo la belva torno indietro a prendere un taxi perché devo andare a ritirare la macchina dal gommista che mi è scoppiato uno pneumatico sabato ovviamente il carro attrezzi non poteva portarmi la macchina vicino casa ma a quanto pare il primo gommista convenzionato è in culo alla luna ed è la che mi dirigo figurati se non mi capitava un tassista vecchio la macchina lisa puzzolente riscaldamento a palle mi viene da vomitare non sa la strada e che ha investito 100 euro per un navigatore seeee allora squaderna uno stradario che sembra la treccani sul volante e comincia freneticamente a cercare nel frattempo sbanda un paio di volte e inchioda per non tamponare ad ogni semaforo alzo gli occhi rassegnato e tiro fuori il cellulare imposto il navigatore e gli dico seguo io la strada si rilassi allora lui si rilassa e siccome alla radio parlavano dei deputati del pdl che hanno protestato davanti al palazzo di giustizia a milano mi dice e c’ha raggione berlusconi c’ha lo dice con due g che una non era abbastanza e io penso di ammazzarlo a mani nude lo salva la nausea che per seguire la strada sul cellulare si è moltiplicata ora gli vomito sul sedile così si impara a votare berlusconi ma mi trattengo usciamo dalla flaminia chiamo per sapere i dettagli dico sono cardarelli sto arrivando a prendere la macchina mi sembra di sentire la parola sticazzi ma glisso prendo le indicazioni e le dò al tassista cazzo c’è il mercato alla giustiniana deviazione come dio vuole arriviamo il tassametro segna 27 euro gli dico quant’è e mi dici facciamo 30 penso se non sia il caso di bucargli le gomme e lasciarlo dal gommista ma sono sempre una persona civile prendo la macchina e chiedo al gommista ma come è possibile che esplode uno pneumatico mi dice ehhhh caro lei ogni volta che prende una buca la rete del copertone si lesiona e alla fine si indebolisce e può esplodere deve evitare di prendere le buche a roma mi chiedo ma che bel consiglio del menga vabbè saluto e me ne vado verso casa al ritorno direzione roma centro c’è il delirio e poi il mercato mica è scomparso nel frattempo e quindi ci metto mezz’ora andiamo a passo d’uomo vorrei suicidarmi sul ponte della flaminia ecco perché non prendo mai la macchina per andare in ufficio e ho fatto bene a portarmi il casco arrivo sotto casa lascio la macchina e scappo in ufficio dico peccato che non c’è uno straccio di parcheggio tutti i negozianti si sono piazzati con i loro suv che poi dice c’è la crisi vabbè mi sembro berlusconi meglio che sto zitto faccio un giro poi un altro poi mi rassegno e la parcheggio a cinquecento metri in curva era più facile se la lasciavo alla giustiniana vado a prendere il motorino non c’è un goccio di benzina penso se me la posso prendere con mia moglie no il motorino lo prendo io da giorni e quindi vado a due all’ora fino al benzinaio finalmente metto benzina e comincia a piovere allora mi sbrigo una macchina tenta di uccidermi arrivo in ufficio non c’è posto neanche per un motorino scendo e creo un parcheggio spostando a mano tutti i motorini finché non riesco a infilare il mio salgo e mi siedo pronto per la giornata lavorativa.

Poi dice che uno è stanco.

 

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7 thoughts on “Una giornata un po’ così…

  1. behvabbèunagiornatacomenecapitanoatuttisoloraccontataconunsensodiansiaesenzapunteggiaturamaforsecosìrendedipiùlideacomunqueèsempredivertenteleggertiinfondosiamopersonenormaliallequalicapitanopiùomenolestessecoseequestopuòessereancherassicurante…. baci!

  2. Guarda, posso dire solo una cosa: stamattina ero di pessimo umore, giornata nera- pensavo-, vita ingrata, etc. Poi leggo il tuo post e… 🙂 grazie fratello di sventure! Mi è tornato il sorriso!

  3. Mi fa pensare che ancora non ci sia un uomo che condivida questo tuo post… E se fosse perchè, statisticamente parlando, è soprattutto alle donne che “succedono” giornatecosicongestionate? E se tu fossi uno dei pochi uomini del terzo millennio e che sopravvivrá all’estinsione descritta dalle statistiche e tematizzata in ultimo dalla Rosin? vedila cosi… Vai alla grande!!

    • Ma no! Sono sicuro che viviamo tutti in un universo congestionato. Magari da qualche parte esisterà ancora l’uomo in pantofole e canotta, ma nelle mie immediate vicinanze non più.
      Con questo non voglio dire che gli uomini si carichino dello stesso peso, anzi. Ma la vita alla fine è diventata frenetica per tutti 😦

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