Senti questa, a Sorrentì…

Poi dice che Roma non è tutta una scena di un film.
Oggi, al forno a Fontana di Trevi, sono stato testimone di una di queste scene, molto felliniana o sorrentiniana, se il correttore automatico mi passa l’aggettivo…

Insomma ero in fila alla cassa, e un simpatico signore con cappello da pescatore, con i lineamenti orientali (giapponese? filippino? ah saperlo, saperlo…) tentava disperatamente di saltare la fila sporgendo la mano con un biglietto da cinque euro ben stretto.
La cassiera, che come tutti i romani ormai ne ha viste di tutti i colori da millenni, non si è scomposta e si è limitata ad ignorarlo.
L’unico accenno alla possibilità che si fosse resa conto della presenza del tizio, è stato quando ha chiesto a una ragazza davanti a me:
– Bella, c’eri prima tu? ah, ‘mbè, me pareva… –
Finalmente arriva il turno del turista per caso, che porge il biglietto e una lattina.
La cassiera, senza dire una parola (esercizio inutile, viste le barriere linguistiche) batte lo scontrino e prepara il resto.
In quel momento arriva la moglie del tizio, tutta trafelata, che appoggia con malagrazia davanti alla cassiera due pacchi di biscotti del Mulino Bianco e fa un gesto con la mano che voleva significare: “pago anche questi”.
Contestualmente però comincia ad inveire contro il marito in una splendida ma incomprensibile lingua; ma dato che le mogli sono le stesse a qualsiasi latitudine, suppongo stesse dicendo: “brutto coglione, perché hai pagato, ti avevo detto di aspettare che volevo prendere altre cose”.
La cassiera emette il verdetto in inglese:
– Seven euros and twenty –
Il tizio entra nel panico.
Forse si rende conto che cinque euro non sono sufficienti, comincia a frugarsi nella tasca, tira fuori un rotolo di biglietti di vario taglio, tutti superiori ai venti euro, è indeciso, la moglie glie ne indica uno, poi l’altro, poi discutono, poi guardano la cassiera, le parlano in giapponese/filippino/quel che l’è, il tizio suda, e probabilmente smadonna in lingua.
La scena si protrae per diversi minuti, con la cassiera che lo guarda con la bocca chiusa in un ghigno, e il sopracciglio alzato.
Quando finalmente il poveraccio decide che ne ha abbastanza, e allunga un biglietto da cinquanta, la cassiera, stupenda, si illumina in un sorriso splendido a 32 denti e quasi senza muovere le labbra e senza smettere di sorridere gli dice:
– Che è successo bello stammatina, nun t’hanno svejato? che nun t’hanno portato ‘a colazione? nun t’hanno detto che ‘a guera è finita? –
Ha dato il resto – testimone me medesimo, esatto al centesimo – sempre continuando a sorridere, mentre il disgraziato se ne usciva con i suoi biscotti e la moglie che continuava a martoriarlo.

Secondo me la sceneggiatura per “la Grande Bellezza” non è costata niente a Sorrentino, si è fatto un paio di giri a Fontana di Trevi e ha risolto…

Test FdT 3

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2 thoughts on “Senti questa, a Sorrentì…

  1. bellissima….!!! mi sono immaginata la scenetta…in effetti ha ragione la cassiera..non si so svegliati …sono proprio cosi’…Filippini, Giapponesi o chissà che altro…l’elasticità mentale a quelle latitudini non si trova…testimone per esperienza diretta…ho alcune storielle che se non mi fossero capitate …altro che Fellini…

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