Spigolature messicane…

In ogni vacanza, se si tengono occhi e orecchie ben aperti, si possono notare episodi talvolta divertenti, qualche volta grotteschi o addirittura drammatici.
Se poi si decide di visitare posti frequentati per lo più da tamarri americani o italiani, il divertimento (o la tristezza) sono garantiti.
Un piccolo riassunto di una settimana di antropologia sperimentale.

La cosiddetta Riviera Maya è una delle destinazioni preferite per coppie in viaggio di nozze (un paio di supertamarri americani hanno addirittura optato per celebrare il matrimonio sulla spiaggia). Non è perciò inusuale assistere a scende languide tra giovani sposini, che si sussurrano frasi d’amore a tutto spiano.
La più bella che ho sentito in tutta la settimana è questa (pronunciare per chi può con accento campano):
“Perché quando non sei dolce, io ti amo di meno, ma quando sei dolce, io ti amo di più”

Al bagno dell’aeroporto di Cancun ci sono due gentili signori che strappano la carta per asciugarti le mani e te la danno prima ancora che tu possa muovere un passo con le mani bagnate.
Personalmente ho ritenuto fosse sufficiente ringraziare con cortesia, magari ci poteva anche scappare una mancia, ma non ho fatto in tempo perché il tamarro dietro di me ha chiesto (con accento indefinibile romano/napoletano/meridionale sparso):
– Tu nombre? –
dato che il povero disgraziato non rispondeva, più che altro perché la pronuncia e la sintassi erano quelle che erano, il tamarro ha pensato bene di ripetere la domanda, ovviamente urlando e puntando il dito, sicuro che il volume da solo fosse elemento sufficiente a superare le barriere linguistiche:
– TU NOMBRE? NOMBRE!!! –
Al che l’inserviente ha risposto:
– Josè –
Il tamarro si è illuminato:
– Josè! come Josè Altafini. Grande giocatore, cioè: ex-giocatore! –
Qui va segnalato quello che tutti i maschi italiani sopra i dieci anni di età sanno benissimo, e cioè che Altafini era un grande giocatore, sì, ma del BRASILE.
Capite? l’unico argomento di conversazione che ha trovato, il nostro, era pure SBAGLIATO!
Ma ci ha pensato Josè a vendicare l’affronto.
Ha chiesto a sua volta:
– Tu nombre? –
e quello, incauto:
– Gaetano! –
Al che Josè si è girato, e con l’altro inserviente si sono fatti un sacco di risate scambiandosi parole incomprensibili alla velocità della luce, tra le quali sono riuscito solo a capire, appunto: “Gaetano”.

Sul volo di ritorno ero riuscito ad addormentarmi, quando delle urla proprio accanto a me mi hanno strappato al giusto sonno.
Era una delle assistenti di volo, che minacciava un tamarro, vestito con maglietta a maniche corte, pantaloncini e infradito, di prenderlo a sberle.
Il motivo?
La signora si era chinata per prendere un vassoio dal carrellino, e il tizio in questione ha pensato bene di palparle il culo, adducendo come motivazione che lei non si sbrigava e lui doveva andare in bagno.
Stamattina lo hanno preso in consegna 4 poliziotti saliti a bordo, penso gli faranno passare il vizio di palpare il culo alle donne, senza avere neanche una magione ad Arcore.

I tamarri non abitano solo sotto la linea gotica.
Una specie di buzzurro dall’accento lombardo, seduto ad uno dei bar dell’hotel, diceva ad alta voce alla moglie, riferendosi ad una delle cameriere messicane (che si fanno un mazzo senza interruzione dalle 7 di mattina alle 10 di sera, presumibilmente per quattro soldi):
– Questa qua te lo dico io, non ha voglia di fare un cazzo, si vede. Uno di questi giorni glie lo faccio vedere io. –
E’ inutile sottolineare che tutto il personale capisce e parla decentemente l’italiano.

L’euro andrebbe cambiato a 16.5 pesos. L’hotel generosamente te ne dà 15, per ogni euro. Noi ne abbiamo dovuti cambiare un po’, tanto per avere qualche spicciolo, all’aeroporto, e ne abbiamo portati via solo 13.5.
Ma una coppia di ragazzi sono riusciti a cambiare centinaia e centinaia di euro al fantasmagorico tasso di 9.5 pesos per euro… (il numero esatto di euro cambiati è un mistero gelosamente custodito)
Nonostante questa affermazione durante il briefing del tour operator abbia fatto già sobbalzare sulla sedia tutti i presenti, quando hanno capito che nessuno gli avrebbe mai restituito gli euro per i pesos non usati, hanno tentato una piccola trattativa:
– Scusate, volevamo dire, se qualcuno deve cambiare gli euro, possiamo darglieli noi i pesos, che ne abbiamo in abbondanza. Ovviamente non facciamo pagare le commissioni –
E vedi un po’…

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