Trenta anni di Mensa Italia

Il 29 giugno si è festeggiato a Livorno il trentennale della fondazione del Mensa Italia, la “branch” italiana del Mensa, organizzazione internazionale fondata nell’immediato dopoguerra da due inglesi.

Io ne faccio parte dal 1984, e vorrei approfittare dell’occasione per raccontare perché ne faccio parte, cosa ha significato per me e cosa ancora oggi rappresenta l’appartenenza a questa associazione, apparentemente molto particolare.

mensa_logo

Il Mensa è l’associazione internazionale che riunisce le persone con QI superiore al 98% percentile.Qualification mensa
In pratica, il 2% della popolazione con un QI elevato, misurato in base a dei test psicologici internazionali universalmente riconosciuti.
Nel 1984 avevo 21 anni e leggevo di solito “Il Messaggero”. Un giorno trovai una pagina intera con dei quiz logico matematici, a cura del Mensa, che invitava a fare il test, rigorosamente in 20 minuti, e poi spedire i risultati.
Ricordo che lo feci a casa, con mia madre che misurava il tempo, perché insomma noi mensani ci teniamo alla precisione e non volevo sgarrare.
Mi sembra di ricordare che su 21 domande ne risolsi 20, e comunque mi scrissero che avevo buone possibilità di entrare.
Feci il test a Piazzale Flaminio, nello studio di un avvocato, eravamo forse una decina di persone, ci tennero 4 ore con due psicologi a supervisionare il test, e alla fine il responso fu positivo.
Parlai qualche volta al telefono con il fondatore, Menotti Cossu, il quale mi invitò a partecipare e anzi a dare una mano, al primo convegno, che si tenne  Roma verso giugno, dove conobbi i primi “fellow mensans”, oltre che il fondatore e Presidente, prematuramente scomparso qualche anno dopo.
Oggi, a quasi 50 anni, sono ancora qua, e vorrei raccontare qualcosa di questa associazione, per cercare di spiegare l’interesse che ancora provo a farne parte.

 

Il test del QI è basato su quesiti principalmente logico matematici.
E’ inevitabile che ci sia una preponderanza di persone con attitudini legate a questo settore, anche se sono presenti artisti, letterati, musicisti, e così via.
Per cui i mensani si ritrovano bene con altre persone con cui condividono l’interesse per la scienza, per la matematica in particolare, per l’informatica, i computer, giochi e videogiochi. Insomma, un ambiente abbastanza omogeneo.

 

Affrontare un test per il QI vuol dire mettersi in gioco, in qualche modo. Per questo il Mensa non raccoglie tutte le persone che potenzialmente potrebbero farne parte, ma solo quelli che se la sentono di fare questa verifica.
Ecco perché nel Mensa sarà più facile trovare personalità estroverse, egocentriche, sicuri di sé, brillanti, con interessi molteplici e variegati.
Questo si porta dietro anche un tasso di litigiosità e animosità elevato, ma è un prezzo piccolo da pagare, per il privilegio di essere a contatto con una comunità così stimolante.

 

Il Mensa è un’associazione, ma tranne gli impegni istituzionali, le attività del Mensa sono aperte a tutti.
I mensani non ritengono di essere una setta. Possono magari mettere l’asticella un po’ alta, pretendere un po’ di più anche dagli altri, ma accolgono chiunque, e anzi, sono ben contenti di fare nuove conoscenze.
Il Mensa è l’associazione meno fighetta e settaria che io conosca.

 

In questo senso, il Mensa è un’associazione antesignana del social network: mette a contatto persone, che fanno gruppo in base a delle loro caratteristiche. Ecco qual è la sua caratteristica migliore. Quando qualcuno mi chiede: ma cosa fate voi “cervelloni” del Mensa, la risposta è sempre la stessa: “niente, socializziamo”.

 

La caratteristica comune a tutti i mensani, che io associo parecchio all’intelligenza in senso generale, è la curiosità.
I mensani non troveranno mai noiosa nessuna attività, non snobberanno mai quello che fai, anzi, saranno sempre pronti con empatia a voler partecipare se possibile alle tue attività.
Se mai uscisse fuori che qualcuno per hobby colleziona carta da fotocopiatrice, nessun mensano direbbe “che noia!”, ma probabilmente tutti si informerebbero sul peso, numero di fogli per risma, composizione della carta, lucidità, assorbimento dell’inchiostro, e così via!


Il Mensa non ha opinioni. Questo, che potrebbe sembrare un limite, è invece una grande forza.
I mensani le hanno, eccome! e non passa momento senza che te le sbattano in faccia, e con forza.
Ma il Mensa in quanto associazione, no.
Questo vuol dire che nel Mensa TUTTE le opinioni singole son benvenute e di pari valore, purché ovviamene non si superino i normali limiti di civiltà che applichiamo alla vita di tutti i giorni.
Persone con le quali, per motivi politici, religiosi, calcistici etc, non vorresti neanche prendere un caffè, nel Mensa si trovano benissimo a discutere, litigare, anche accapigliarsi, e poi serenamente andare a cena e scherzare come se niente fosse.


Quando sono entrato nel Mensa io ero il “giovane”; trent’anni fa, per un ragazzo di vent’anni non era usuale rapportarsi con persone molto più grandi, e quando accadeva, si dava del lei, e si veniva a mala pena tollerati, c’era una certa segmentazione generazionale, molto più di adesso.
La mia sorpresa fu grande quando mi resi conto che l’età non era un fattore rilevante, che persone più grandi di me, e anche di molto, mi trattavano da pari a pari.
Lo stesso faccio io adesso che sono “anziano”, quando mi capita di interagire con i giovani.
Non che la differenza di età – sottolineo: purtroppo – non si faccia sentire, ma non è un fattore discriminante; è più importante quello che sei, quello che pensi o che dici, piuttosto degli anni che hai, e non si parte prevenuti.


Mentre per la mancanza  di discriminazione basata sul sesso, o sulla religione, o sulle idee politiche ci si stupisce di meno (in fondo c’è scritto anche nella Costituzione, se vogliamo…), trovo più rilevante che nel Mensa non sia un fattore rilevante il censo, la posizione sociale, la ricchezza individuale.
Ho avuto modo di constatarlo personalmente sia nel Mensa Italia, e anche a livello internazionale: sapere quanti soldi hai in tasca, non è un elemento rilevante nei rapporti tra mensani.


Insomma, anche se potrà sembrare che questa “soglia” da superare per far parte del Mensa Italia sia discriminante e poco democratica, in realtà è un modo per tagliare via tutte le altre forme di discriminazione che ciascuno di noi vive, o legge, nella vita quotidiana.
Il Mensa, e il Mensa Italia, non sono perfetti: sono associazioni di persone, ognuna delle quali con i propri pregi e difetti, che non scompaiono oltre il 98% percentile, anzi, in alcuni casi si amplificano.
Tuttavia ho conosciuto nel Mensa persone speciali, vorrei dire uniche, alcune delle quali sono diventate e poi rimaste amici carissimi per moltissimi anni, e molte altre se ne aggiungono ogni anno.


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2 thoughts on “Trenta anni di Mensa Italia

  1. quello che hai scritto é la pura verità e forse per questo il Mensa funzione…..comunque congratulazioni da chi vi conosce ed anche abbastanza bene anche se non ne fa parte!!!!!!!

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