Debora? Debora…Debora chi?

Questa nota nasce da un fatto reale: mia moglie mi ha chiesto se avessi il numero di Debora, una gentile signora che conosciamo. lo ho consultato la rubrica dal mio smartphone, dove comparivano quattro “Debora”, ciascuna con nome, cognome, indirizzo, telefono. Tranne una, di cui c’era solo il nome e un cellulare.
Quando mia moglie ha tentato di chiamarla, non ha ottenuto risposta.
I miei smunti neuroni hanno provato disperatamente di riportare alla mia memoria chi fosse allora questa Debora, ma inutilmente.
Ad un certo punto ho iniziato a sudare di brutto.
Quando la gentile signora Debora ha finalmente risposto, il mio cervello aveva passato rapidamente in rassegna tutte le possibili spiegazioni che avrebbero potuto in qualche modo salvarmi.
Non che ce ne sia una che mi convinca particolarmente, ma mi è sembrato carino condividerle con voi.

Domanda: cosa rispondi a tua moglie, se lei compone con il tuo telefono il numero di una tale “Debora” (ma Samanta, Sabrina, Giulia, Silvia, va bene qualsiasi nome…) e questa dall’altra parte risponde con un garrulo “Ciao! Tesoro!” per poi attaccare quando si rende conto che la voce dall’altra parte non è la tua?
Ecco le alternative più ragionevoli.

Francamente, non ricordo chi sia questa Debora.
Probabilmente è la verità, o qualcosa di molto vicino ad essa. Purtroppo la verità spesso non è lo strumento migliore per mantenere vivo un rapporto.
Inoltre c’è la possibilità che la Debora in questione abbia la memoria migliore della vostra.
E forse anche vostra moglie, che potrebbe ripescare dagli scantinati della sua memoria (ella non butta via nulla che vi riguardi, sappiatelo), qualche citazione fatta a sproposito su una certa Debora.
Insomma, se voi non ricordate nulla di questa Debora, è possibile effettivamente che non sia nulla di cui essere in imbarazzo. Ma anche no. Quindi cautela.

Ma dai! Non ricordi Debora, la mia compagna di scuola delle medie/elementari/università?
Rischiosissimo. Vi può far guadagnare qualche minuto o qualche ora di tregua, ma la verifica della lista delle vostre compagne di studi, se non è già stata fatta preventivamente, è la cosa più facile di questo mondo, e vi assicuro che verrà fatta.
Solo la fortuna di avere una qualche “Debora” tra i vecchi compagni di scuola, potrebbe salvarvi.
Peccato che in questo caso sarebbe una donna, e molto probabilmente una con cui ci avete provato e vi ha dato buca, oppure che avete mollato dalla mattina alla sera con una bieca scusa, mentre invece stavate tacchinando Tamara. Insomma, non sarà molto propensa a reggere la fragile impalcatura che sostiene per un pelo il vostro matrimonio. In campana.

Guarda, deve essere una delle fidanzate di Sergio.
Qui ci sono speranze. Intanto, ognuno di noi ha un (maledetto) amico Sergio che cambia fidanzate come fossero cravatte. La probabilità che ne abbia una che si chiami Debora non è bassissima, quindi, e in ogni caso per vostra moglie non farebbe differenza.
Una stima grossolana dice che c’è il 66% di probabilità di farla franca. Diciamo due su tre.
Perché intanto, appunto, può darsi che Sergio abbia effettivamente lasciato dietro di sé una scia di Debore.
Poi, se Sergio ha la vostra età, anche se interrogato con una lampada negli occhi, potrebbe dire “non ricordo”, e sarebbe comunque credibile.
Questa scusa genera poi una serie di domande a corredo, tipo “ma quando avresti visto ‘sta Debora che non esci con Sergio da due mesi?”, oppure “ma sei uscito con Sergio e non mi hai detto niente?” (e ribadiamo che Sergio non è un francescano), o addirittura “e come mai il numero della ex di Sergio ce l’hai sul cellulare tu?”.
Però sono tutte domande di serie B, che non comportano l’evirazione, quindi tutto sommato ci potete stare.
Molto più seria invece è la faccenda con Sergio, il quale, avendovi salvato il culo, pretenderà da voi una serie di favori con le sue fidanzate che vi impegneranno per i mesi a venire solo per salvare il suo, di culo.
Impegnativa.

E’ una nuova collega del terzo piano, siamo in un gruppo di lavoro insieme.
E’ un jolly, e come tutti i jolly, va giocato con attenzione, perché ce ne avete uno o due, poi finiscono.
Se decidete di giocare il jolly, la potreste passare liscia, forse anche liscissima, ma attiverete un meccanismo di controllo sui vostri spostamenti in ufficio che vi porterà rapidamente al soffocamento.
Quindi, prima di dire che in ufficio c’è una Debora, di cui avete il numero di cellulare, pensateci bene. Ergastolo.

Contrattacco.
Stiamo per esplorare una grande categoria di scuse, che con la debita attenzione può essere reiterata più e più volte, facendo leva su alcune innocenti vanità femminili.
La tecnica non è difficile, ma va praticata allo specchio per essere sicuro di non sbagliare i tempi. Il tempismo qua è tutto.
In sostanza, prima dovete cercare di negare, balbettare, trovare scuse infantili, poi, quando l’avversario è sbilanciato, come nel judo, partire all’attacco:
“Vuoi sapere chi è Debora? VUOI SAPERLO VERAMENTE? (alzare il tono della voce nella ripetizione) Debora è la responsabile del negozio Sephora sotto l’ufficio, e lo sai perché ho il suo numero? LO SAI? (ripetere, come prima) Perché domani è l’anniversario della prima volta che siamo andati insieme a Gardaland, e volevo regalarti il nuovissimo profumo di Gucci/Armani/Kenzo che ti piace tanto, e non ce lo avevano disponibile, e mi ha detto di chiamarla per sapere se era arrivato, va bene?”.
A questo punto, se siete stati bravi e convincenti, gli occhi di vostra moglie faranno improvvisamente “flap- flap”, e lei vi dirà “Oh…amore…” con lo stesso tono con cui Carrie Fisher guarda con occhi sognanti John Belushi in “Blues Brothers”.
Controindicazioni: da questo momento in poi sarete costretti a ricordarvi di tutte le vostre “prime volte”, e predisporre un apposito regalino a tema, dalla prima volta in cui siete andati al mare insieme, alla prima volta in cui avete passato il capodanno con le famiglie e così via.
Quindi funziona, è riusabile, ma molto, molto dispendiosa.

Confesso: sono stato io!
Solo per i più bravi. Qui si tratta di sfruttare il fatto che agli occhi di vostra moglie siete per lo più dei nullafacenti smidollati, e loro non pensano veramente che una donna possa interessarsi a voi, più che altro sono spinte da un istinto primordiale di protezione della specie.
Per cui, se sapete usare il tono giusto, basterà dire: “Va bene, lo ammetto, è una tipa che ho conosciuto in piscina, mi ha tartassato e alla fine ho ceduto, che cosa dovevo fare?”.
Vostra moglie vi guarderà con attenzione per un paio di secondi, mentre il calcolatore che ha al posto del cervello valuta tutte le ipotesi, poi vi misurerà con lo sguardo la panza, la pelata, gli occhiali da presbite, e alla fine molto probabilmente sbotterà in un “Ma dai! Ma chi vuoi prendere in giro!”.
Occhio: da non usare se siete poco poco passabili.

Coming out.
Se la situazione si mette male, potreste fare una confessione a metà: “Debora è il nome d’arte di un collega che frequento da un po’. Ultimamente ti devo confessare che il mio orientamento sessuale traballa.”
A questo punto nessuna donna avrebbe il coraggio di farvi un cazziatone.
Per motivi imperscrutabili, mentre avere un rapporto di qualsiasi tipo con una Debora femmina provocherebbe una specie di uragano, il fatto che Debora possa essere un uomo fa scattare una serie di meccanismi che vanno dalla tenerezza, alla pena, allo stupore, al senso di colpa.
E’ probabile che la serata possa finire con voi piangenti sulle sue ginocchia, e lei che vi carezza la testa cercando di capire dove ha sbagliato, ma intanto l’avete svangata.
Probabilmente tutto ciò vi costerà un buon numero di costosissime sedute di psicoterapia di coppia, ma credetemi, il divorzio è molto più caro.

Credo insomma che la fantasia di un uomo possa facilmente trovare ulteriori soluzioni al dilemma.
In ogni caso, qualsiasi cosa facciate, qualsiasi sia la vostra strategia di uscita, la prima cosa da fare appena le acque si siano calmate è di telefonare a Debora e dirle: “Cretina! Ma ti pare che quando vedi il mio numero sul tuo cellulare, rispondi ‘Ciao tesoro’? Ma non ti ho insegnato niente? ‘Buonasera, Dottore’ devi dire! E che cazzo, Debora!”

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6 thoughts on “Debora? Debora…Debora chi?

  1. Rodolfo ….. da te un “mentre invece” non me lo aspettavo. Troppa televisione? Comunque racconto molto carino, io avrei usato il “Confesso: sono stato io!” visto il giropanza.

  2. Giusto per. “Mentre invece”, considerato da molti un errore se non un orrore grammaticale, non è “ma però”, laddove queste sono due congiunzioni avversative, mentre le prime due sono una congiunzione e propriamente un avverbio che può avere valore di congiunzione anche essa avversativa. Inoltre la congiunzione “mentre” può assumere valore temporale, dove “invece” assume quello avversativo. Grammatiche e dizionari lo danno per corretto, finanche come rafforzativo e non necessariamente come avallo della lingua parlata. Notevoli sono infatti gli esempi illustri: I curiosi possono dare un occhio qui http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/I/invece.shtml e qui http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=14789 .
    Ah potete prendermi a calci se volete.

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