Le Vacanze Intelligenti

La vacanza intelligente, si sa, è tanto più intelligente quanto è lontana. Per staccare, si dice.
E infatti la prima destinazione che ognuno prende in considerazione è la Nuova Zelanda.
Poi si comincia a considerare il budget, le ore di volo, il fuso orario, e si restringe sempre di più.
Via via vengono quindi scartate la Polinesia, la Cina, la California, la Namibia.
Si comincia a tracciare un cerchio che comunque comprende ancora destinazioni di tutto rispetto.
Però ho un amico che dice che le Azzorre sono ventose; pare che i bambini a Istanbul non si divertano; ho letto che l’Egitto non è sicuro; lascia stare, la Scozia è carissima e piove sempre.
Alla fine la scelta è sempre la stessa: Sardegna o Croazia?
È in quel momento, nella fase decisionale, nel momento cruciale in cui carta di credito alla mano state per prenotare, che squillano tutti i telefoni di casa.
E così scoprite che mamma ha gli attacchi di panico, papà la prostata, vostra sorella è incinta, e pure Zia Maria deve fare la dialisi, ma vostro cugino non ce la può accompagnare perché sta facendo trekking in Nuova Zelanda, ‘ccisua.
Ostia Lido, e non se ne parli più.

È impossibile partire per le vacanze intelligenti senza sistemare lo zoo che frequenta la vostra casa.
I pesci rossi vengono abbandonati al loro destino, tanto vanno cambiati ogni due settimane, perché muoiono di fame, o di troppo cibo, o di acqua sporca, o saltano dalla boccia nel vaso dei cactus.
Insomma, se tra due settimane sono ancora lì, vuol dire che Darwin non era un cretino.
Il cane Bau va dall’addestratore; due settimane che costano più delle vostre vacanze, ma al vostro ritorno obbedirà a tutti i vostri ordini, non vi trascinerà come fuscelli al parco, non cagherà su tutti i tappeti, e se vorrete, allieterà le serate con i vostri amici saltando nel cerchio di fuoco.
Se nel frattempo voi avrete imparato il tedesco, cioè.
Il gatto Miao va dalla suocera, che ha una gatta, Miaa, eternamente in calore, e che passerà tutto il tempo a strusciarsi su Miao.
Voi, previdenti, lo avete fatto castrare, e quindi Miao è una specie di budda indifferente di 25 chili, e non ci pensa minimamente a trombarsi Miaa.
Quindi siete tranquilli che quando tornerete le unità gattofile di casa vostra non saranno aumentate.
Tuttavia quello sempre maschio è, e anche se gli avete tolto il piacere della copula, per farsi bello con Miaa trasformerà tutte le gambe dei mobili antichi di vostra suocera in totem Anasazi.
Al vostro ritorno il conto del restauratore sarà più alto di quello dell’addestratore di Bau, e ho detto tutto.

La partenza delle vacanze intelligenti va pianificata con cura. A tal proposito avete letto tutti i massimi esperti sull’argomento, da Sun Tzu, a von Clausewitz, Rommel, Alessandro Magno e il De Bello Gallico.
Per identificare il giorno, l’ora e il minuto esatto della partenza, avete consutato Aci, Anas, Autostrade, ilemeteochefunziona.it, Branko e le stelle, e anche Zio Pinuccio, che mamma diceva avesse capacità divinatorie.
Una volta fatte le ultime regolazioni fini, tenendo conto di funzioni differenziali a quarantatré variabili, incluso peso lordo e netto dell’auto, cx, pressione degli pneumatici, umidità relativa dell’aria, partite.
Per ritrovarvi insieme ad un milione di persone al casello di Roma Nord, dato che tutti hanno fatto esattamente gli stessi vostri ragionamenti.
Nel frattempo, i vostri vicini Arruffagalline, che hanno deciso di partire per le vacanze solo all’ultimo momento, due giorni prima durante la giornata segnata come bollino nero a pallini viola, hanno postato su facebook le loro foto sdraiati su una spiaggia deserta – la vostra destinazione e del milione di auto che viaggia con voi – con in mano cocktail con ombrellino di ordinanza, e splendide hawaiiane nude, ornate solo di corone di fiori, che gli sculettano davanti. Quando voi, intendo dire voi milioni, arriverete, loro saranno ripartiti, per godersi finalmente la pace della città vuota.

Uno dei fondamenti delle vacanze intelligenti è: almeno in vacanza non voglio vedere nessuno!
Ed ecco che mesi prima parte l’intelligence.
Si mettono insieme intanto i dati noti: i Rossi hanno una casa a San Benedetto; i Marini hanno comprato una multiproprietà a Folgarida; so che i Bianchini passano l’estate da un amico a Scansano, e così via.
Poi si fanno carotaggi usando la tecnica subdola del “noi quest’anno pensavamo allo Zimbabwe, e voi?”, raccogliendo dati, assegnando parametri di attendibilità, e cominciando a disporre tutto su una mappa.
Arrivato il momento di prenotare, finalmente viene identificato il luogo equidistante da tutti i vostri amici: trattasi di Rocca Pipirozza di Sopra, residenti di inverno ventitré, d’estate ventisei, cioè loro più voi.
Ha qualche piccolo inconveniente, tipo il mare a settantuno chilometri, la montagna a centoquaranta, l’alimentari più vicino è a Rocca Pipirozza di Sotto, raggiungibile solo dopo quindici chilometri di tornanti, e la farmacia più vicina è quella sotto casa vostra, a Roma.
Per evitare che qualcuno possa avere l’intenzione di raggiungervi, avete disseminato falsi indizi dappertutto, e avete anche dribblato la portiera, pagata dai vostri amici, dalla CIA, FBI, Google e vostra suocera, dicendo che quest’anno due belle settimane a Igea Marina non ve le toglie nessuno!
Peccato che la vostra figlia tredicenne, mentre avviate il motore, abbia postato su facebook la notizia: “Grande! Si va a Rocca Pipirozza di Sopra!”
All’arrivo i vostri amici, che hanno preso alloggio dai paesani, vi aspettano con la banda, il tappeto di fiori, e sono già pronti per il gioco-aperitivo e il torneo di Burraco.

Stabilire la destinazione di una vacanza intelligente, in una famiglia media, è il risultato di una gara di nervi, di una partita di scacchi asperrima, tra tutti i componenti.
Cioè, finché i figli non raggiungono l’adolescenza, perché da quel momento si va dove vogliono loro e basta.
La moglie ha un solo, preciso, obiettivo: tornare a Sabaudia, dove avete trascorso le vacanze negli ultimi quindici anni.
Sa che voi odiate Sabaudia, e che il solo nominarla vi farebbe scoppiare le giugulari. Ma lei è più furba di così.
Voi aprite le danze con una dichiarazione programmatica: “quest’anno, viaggio culturale nel nord dell’India”.
Vostra figlia esulterà, ma solo perché pensa che l’India sia vicino Sabaudia.
Vostra moglie sorriderà dolcemente, e vi dirà: “ma certo, amore, te lo sei meritato, è il viaggio che sogni di fare da una vita ma che non sei mai riuscito a realizzare”. Eccerto, pensate voi, stiamo sempre a Sabaudia…
Voi credete che sia tutto deciso, e fate l’errore di investire cinquecento euro in guide turistiche, dvd, corsi di sanscrito, meditazione trascendentale e libri sulla cucina indiana.
Nel frattempo vostra moglie ha già prenotato le due centrali di ferragosto alla pensione Marisa di Sabaudia, che poi non si trova più posto.
Il giorno in cui skyscanner vi segnala con un sms che i voli per Nuova Delhi hanno raggiunto il costo minimo, vostra cognata accusa una colica renale.
Per sicurezza aspettate a prenotare, fa niente se costerà un po’ di più, vi dite.
Passa qualche settimana, e vi rendete conto che National Geographic Channel trasmette solo documentari sulle malattie infettive dell’India, il tg parla solo dei disordini in Kashmir, il papà di un amichetto di vostra figlia, medico, vi fa l’elenco delle vaccinazioni necessarie e delle possibili conseguenze.
Si avvicina giugno, e vostra moglie suggerisce di saldare un po’ di bollette per non rimanere indietro con i pagamenti; giusto, dite voi.
Ecco che si materializzano tutte insieme telecom, sky, la mensa della bambina, il mutuo, la rata dell’ipad, e anche il lumino del cimitero di nonna con gli arretrati di dieci anni perché quello stronzo di vostro cugino si era preso il mobile Impero, ma non aveva mai pagato.
Il conto in banca piange miseria, cominciate ad avere qualche dubbio, ma che cavolo, il viaggio della vita, prenderò un prestito!
La bambina deve mettere l’apparecchio, sentenza la mattina dopo vostra moglie.
Adesso? A giugno? Non si può rimandare a settembre? Pare di no.
Nonostante sentiate che il terreno vi sta franando sotto i piedi, e il vostro viaggio in India si allontana, non siete privi di risorse.
Dopo un’estenuante trattativa con l’ortodonzista, fate ricorso al caro, vecchio metodo degli assegni postdatati, e rimandate la spesa.
È il momento.
Vi guardate intorno aspettandovi qualche catastrofe, ma tutto sembra tranquillo.
Ricontrollate tutto per la millesima volta, vi sedete al pc, cominciate la prenotazione, inserite i dati, selezionate il volo, puntate il mouse su acquista…squilla il telefono.
Non rispondere, dice una vocina dentro di te. Lo sai già chi è.
Ma siete pur sempre un padre di famiglia, avete dei doveri, e quindi alzate il telefono.
È vostra moglie. In lacrime. Vi chiama dall’ospedale, dove le hanno appena messo un collare.
Ha tamponato un van di sei metri, distrutto la macchina, e preso un colpo di frusta.
Vi precipitate da lei giusto in tempo per sentire le ultime parole del medico: ….di assoluto riposo”.

A proposito: saluti da Sabaudia.

sabaudia2

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