Le Grandi Recensioni di Rolandfan

Gravity di Alfonso Cuaron

Trama del film
Due astronauti, un veterano e una rookie, in collaborazione con la ROSCOSMOS e la NASA, cercano di violare ripetutamente tutte le leggi conosciute sulla probabilità.
Ci riescono, inanellando una sequenza impressionante di sfighe tremende e fantasmagoriche botte di culo, fino alla prevedibile conclusione (i buoni vincono, i cattivi perdono, gli spettatori pagano).
Oltre alla respirazione del CO2, la navicella che fa il pelo alla ISS neanche fosse mia suocera in parcheggio, il rientro nell’atmosfera con qualche migliaio di gradi addosso senza esplodere, flussi di meteoriti che ogni ora puntuali ti vengono addosso e ti smontano il meccano che sei riuscito a mettere insieme, mancava solo l’epidemia di Ebola e la Dottoressa Giò che gli sceneggiatori si stiano tenendo buoni per il sequel, che pare si chiamerà AntiGravity.
Come tutti i buoni film di fantascienza, anche in questo non poteva mancare un subplot legato ai viaggi nel tempo: infatti si scopre il dramma personale di Sandra Bullock, e come per magia la protagonista, amatissima attrice di settentacinque anni oramai, viene proiettata sullo schermo per tutto il film con due bocce e due natiche dure come il tungsteno, gambe lunghe e affusolate senza cellulite, manco ‘na ruga, e nasino alla francese.
Il film dura solo un’ora e mezza, una qualità che non ci stancheremo mai di sottolineare.

Giudizio della critica
Film che possiamo assegnare al filone disastro/claustrofobico, a cui appartengono di diritto altri capolavori della storia del cinema, come “Apollo 13”, “Inferno di cristallo”, “Castaway” e “Alle dame del castello piace tanto fare quello”.
Tutto il film ruota intorno alle magistrali interpretazioni di Sandra Bullock e George Clooney, di cui si intravede solo l’accentuato prognatismo.
Grazie alla recitazione di questi due splendidi attori sono stati quindi candidati ex-aequo al Golden Globe il portello di entrata della ISS e il portello di entrata della stazione cinese, con la seguente motivazione:
“Per essere scattati in avanti senza preavviso, e aver randellato Sandra Bullock sul bordo dell’astronave, costringendo la post produzione ad un lavoro extra per eliminarle i bozzi dalle natiche”.
In sintesi, facciamo nostro il commento del grande attore e regista Nanni Moretti, presente alla proiezione esclusiva per la stampa: “Ma che siamo in un film di Alberto Sordi? Te lo meriti, tu, Alberto Sordi! Te lo meriti! Alberto Sordi!”



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8 thoughts on “Le Grandi Recensioni di Rolandfan

  1. Commento al commento: ” Te tu, te tu la Sandra Bullock me la lasci stare, ha hapito?” (da leggere con inflessione alla Francesco Nuti).

  2. Si rende noto che la signora Bullock, in visita a Roma, è stata ripetutamente urtata dai numerosi passanti intenti a passeggiare per via del Corso, in quanto incapace di scansare le loro rotte di collisione.

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