Tre settimane e un giorno

USCITO IL LIBRO DI ROLANDFAN!
Per la partecipazione ad un prestigiosissimo concorso (che ahimè non ho vinto, ma sicuramente ci sarà stato un complotto) ho presentato un “libro”, che altri non è se non una raccolta di alcuni miei racconti (ventidue per la precisione), con una tematica e un filo conduttore comune.
Tra tutti i possibili temi, ho scelto l’amore.
Amore inusuale, ovviamente, non l’amore romantico in quanto tale. Amore controverso, talvolta sofferto, spero mai banale.
Questa raccolta contiene alcuni dei racconti presenti sul mio blog
rolandfan.wordpress.com
e altri che non sono ancora stati pubblicati.
Chi volesse acquistarla in formato ebook può trovarla su amazon.it al link allegato.
Si può trovare anche su
http://www.bookrepublic.it/book/9788891059055-tre-settimane-e-un-giorno/
e sul sito de “il mio libro”, dove può essere acquistato anche in forma cartacea: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1017940

Ringrazio fin da ora chiunque decida di scaricarlo, e magari di lasciare un commento o una critica

http://www.amazon.it/Tre-settimane-giorno-ebook/dp/B00GD6OO4I/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1383566793&sr=1-1&keywords=9788891059055

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2 thoughts on “Tre settimane e un giorno

  1. Carda, su La Festa della Donna ti abbiamo degnamente celebrato altrove, direi. Tanto per dare un ulteriore zuccherino al tuo ego, ti dirò che sarebbe un magnifico monologo a teatro, trovando la giusta (romana) interprete. Occhio alla glicemia, però 😉
    Il Fedigrafo civilizzato, evidentemente ispirato alla mitologica figura dell’unicorno, tanto è improbabile, si redime nel finale, che gli rende una parvenza di plausibilità. Molto divertente. Mai quanto Anna, però: lì ti sei veramente superato. Ottima l’idea di narrare in prima persona: in terza, si sarebbe sicuramente perso l’effetto comico.
    A sorpresa, vista la tua indiscutibile verve umoristica, i racconti dedicati al rimpianto sono incredibilmente commoventi… se mi posso permettere, hai solo esagerato un tantino in “Rimpianti”: la storia era già bella di suo, non ha bisogno di oscure allusioni.
    Veniamo alla nota dolente: “Laura ci sei?”. Posto che mi sono chiesta spesso perché uno scrittore ami cimentarsi nei ruoli femminili (come io narrante… nel privato potrebbe avere un suo perché), posto che non ho (per ora, mai dire mai) esperienza diretta di una situazione simile… nessuna, ripeto, NESSUNA donna avrebbe chiuso la chat come l’ha chiusa Laura. Quella è una frase da uomo, la traduzione non ti è riuscita. (Non significa, ovviamente, che non avrebbe fatto quello che dice).
    Per chiudere, citerò Richard Gere di “Pretty Woman”: sarei stata disposta anche a pagarlo di più il tuo libro, ne sarebbe valsa la pena 😀

    • Grazie delle belle parole. Ti dirò, mi piace mettermi nei panni di una donna più per capire che per un effetto sorpresa. Se sono riuscito a dire qualcosa di sensato, siamo già a buon punto 🙂

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