Vince Renzi: è la fine di un sogno

E così l’8 dicembre 2013, il 68% di due milioni e mezzo tra iscritti, elettori, simpatizzanti e magari anche qualche mestatore del PD, hanno deciso che sarà Renzi il nuovo segretario nonché candidato Primo Ministro alle prossime elezioni.
Anche la percentuale è perfetta: una vittoria schiacciante ma che non dà adito a dietrologie di bulgara memoria, quando nel PCI il centralismo democratico imponeva l’unanimità, o nel PDL il volere del dominus era legge.
Invece qui i due poveri, teneri sfidanti, così teneri che si tagliano con un grissino e finiscono anche la benzina, hanno raccattato un numero di voti sufficienti a dire che “sì c’è stata vera competizione”, ma “ora però non rompete i coglioni”.
Intendiamoci: le primarie, che il PD prende sul serio – anche se stavolta il risultato era scontato – sono una forma di democrazia diretta molto efficace, e penso che siamo tutti abbastanza intelligenti da sapere che votare è sempre meglio che non votare.
Il PD, il partito che ha ereditato la storia e le radici più sane dei due movimenti popolari che ricostruirono l’Italia dopo la seconda guerra mondiale, sfrondate le ali più estreme e ormai dissolte ha affidato quindi la segreteria ad un post-maistat-comunista cattolico e perbenista.
Ma il punto alla fine non è Renzi, che pure non mi piace, neanche un po’.
Non penso che farà peggio dell’ingessato Epifani, dello sfortunato benché onesto Bersani, del kennediano Weltroni, e dello zio prete Prodi, padre della patria di questa parte del bipolarismo all’italiana.
La verità è che l’elezione di Renzi a capo del PD è la fine di un sogno. 
Il sogno di un’Italia in cui certi valori, che la sinistra ha o dovrebbe avere nel suo DNA, potessero prima o poi affermarsi definitivamente.
Il sogno che tutti gli sforzi per traghettare il nostro Paese da un dualismo segnato dalle ideologie a una democrazia basata sulle idee non fossero stati vani.
Il sogno che anche se a fatica ci saremmo liberati dal populismo, dal qualunquismo, dai piccoli o grandi dittatori.
Il sogno che non saremmo morti democristiani.

Annunci

7 thoughts on “Vince Renzi: è la fine di un sogno

  1. Sono andata a votare per le primarie e non ho votato per Renzi. Sono vicina alla tua analisi, anche se a malincuore. E’ forse arrivato un tempo diverso e con questo bisogna fare i conti. Tante cose sono cambiate da quando è morto Berlinguer. Il mondo si è evoluto o involuto, ognuno poi la pensi come meglio crede. I giovani, molti di loro, si sono allontanati dalla politica. Renzi, bisogna dargli atto, ha riavvicinato parte di loro. Staremo a vedere. Anche per me è finito un sogno. Il tempo ci farà capire come si evolveranno le cose. Forse bisogna avere fiducia, forse…

      • Anche il mio se pensiamo ad un mondo fatto di eguaglianza nelle differenze, pane per tutti e pari dignità. Perchè io faccio ancora fatica a capire il perchè qualcuno che ha capacità anche imprenditoriali o intellettuali deve essere così lontano, materialmente e socialmente da chi opera con le mani o comunque fa lovori più semplici 🙂

  2. Io ho votato Renzi ad occhi aperti, senza grandi sogni e nonostante i dubbi sulla sua personalità. I sogni sulla politica, che avevo da ragazzo, mi sono passati nella Milano da bere dove ho fatto l’università tra il 1985 ed il 1990. Se i sogni sono finiti da un pezzo, gli ideali rimangono, povero me.

    L’ho votato perché penso possa vincere le prossime elezioni (anche se la volta utile era chiaramente la volta scorsa) e perché pensavo avrebbe fatto quello che ha cominciato a fare mettendo su una segreteria non espertissima ma dall’aria competente in meno di 24 ore dalla sua elezione: tra le altre cose, ricambio generazionale e superamento dell’antiberlusconismo come denominatore principale del centrosinistra (quando penso all’Unione, la simpatica coalizione che andava da Cirino Pomicino & Mastella a Rizzo & Agnoletto, un brivido mi corre ancora lungo la schiena) – anzi, vista l’anagrafe, superamento proprio di Berlusconi in termini di era geologica.

    Ah, sì: l’ho votato anche perché spero possa dare forma ad un Partito Democratico che si possa votare senza dover mandare giù la spocchia di chi pensa di essere moralmente superiore (va’ a sapere perché) e ti tratta come un cugino imbarazzante e un po’ furfante perché non hai mai chiamato nessuno compagno.

    Riuscirà? Mi aspetto almeno che ci provi. Ah, mi aspetto anche che, se mai vincerà le elezioni, riesca a fare cose “de sinistra” che uno come Bersani (il miglior ministro dello sciluppo economico della seconda repubblica, e di molto) non sarebbe mai riuscito a fare.

    • Concordo con te Stefano, e io stesso, se fossi riuscito a fare un’analisi più politica e meno emotiva avrei dato il voto a Renzi (cosa che molto probabilmente farò comunque alle prossime elezioni).
      La mia delusione nasce solo nella constatazione che l’Italia è alla fine un Paese moderato, se non addirittura di destra, e che per far passare alcuni principi riformatori bisogna necessariamente affidarsi a un cattolico democristiano. Certo, pensare che ad un certo punto la sinistra aveva il biglietto vincente in tasca ma ha preferito l’autolesionismo, non fa bene al cuore.

  3. Non sono d’accordo con la tua analisi e con il tuo pessimismo sul futuro, anche se penso che, di fondo, io e te la pensiamo allo stesso modo.
    Ho votato Renzi questa volta e ho votato Renzi anche la volta precedente.
    L’ho votato perchè ha un progetto di modernizazione del partito e del paese che nessuno ha mai neanche accennato.
    L’ho votato perchè è più giovane di me e quindi ha una visione del futuro forse più moderna della mia (tutti i precedenti avevano la visione, se andava bene, di mio padre).
    L’ho votato perchè, probabilmente, con lui alle ultime elezioni il centro sinistra avrebbe vinto e prima di “governare bene” bisogna arrivarci al governo (Bersani era chiarissimo che non ci sarebbe mai arrivato).
    L’ho votato perchè adesso Renzi ha le mani libere e, in teoria, nel Pd può fare quello che vuole: non deve niente a nessuno, è arrivato lì con le sue forze, ha “ucciso” tutti i padri e chi non è contento se ne può andare dal partito e sparire politicamente, oppure accasarsi nel NuovoCentroDestra o in Sel, che equivale a sparire.
    L’ho votato sopratutto perchè spero che come giovane padre di famiglia penserà al futuro di questo paese, che sarà il presente e il futuro dei suoi figli, più che al suo presente.
    L’ho votato perchè ripongo una grande speranza in lui e spero di non restare deluso.
    Di certo non riesco ad associarlo all’idea di democristiano che forse tu ricordi meglio di me per motivi anagrafici, anche se questa idea mi è venuta molto in mente mentre vedevo giurare l’attuale governo (Letta, Alfano, ecc.).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...