Frontiera

Omaggio a Cormac McCarthy

La mandria pascolava tranquilla, sul lato sud della prateria, verso la frontiera con il Messico.
Il ragazzo a cavallo che la guidava poteva avere sì e no 14 anni, la chioma bionda si muoveva in continuazione seguendo le leggere folate di brezza del tramonto.
Non portava cappello e gli occhi azzurri seguivano con attenzione le vacche che gli erano state affidate.
Era una piccola mandria, non più di 100 capi, ma stava solo facendo esperienza ed erano sufficienti per dimostrare la sua abilità.
A poche centinaia di metri c’era la baracca abbandonata, che aveva visto già molte volte quando si era spinto fin là con suo padre, e sulla staccionata erano seduti due uomini, che gli fecero segno con le mani.
Si avvicinò, tenendosi a debita distanza, con le mani sulle redini.
– Ehi ragazzo – disse uno – hai da fumare? –
Era alto, magro, con i denti rovinati e una brutta cicatrice sul collo. L’altro era un messicano e non diceva nulla, se ne stava silenzioso a fissare il terreno masticando qualcosa.
– No, mi dispiace, non porto tabacco –
– Peccato; d’altronde capisco, sei troppo giovane per il tabacco e per un sacco di altre cose…! – rise sguaiatamente scoprendo i denti marci.
Quell’uomo non gli piaceva. Non si avvicinò ulteriormente e controllò che la fondina fosse aperta. Aveva una pistola e la sapeva usare, era il più bravo di tutti quando si andava a cacciare le lepri nel deserto.
Però era solo un ragazzo, e il terzo uomo lo prese di sorpresa saltandogli alle spalle sul cavallo e gli tagliò la gola con un unico rapido gesto.

Il vecchio (a casa lo chiamavano così anche se aveva solo 45 anni) e il figlio più grande, di vent’anni o giù di lì, arrivarono solo all’alba.
Avevano cercato il ragazzo tutta la notte, ma solo quando furono in grado di leggere le tracce della mandria riuscirono a trovare la strada giusta.
Il ragazzo era ancora lì, disteso per terra, i capelli sporchi di terra e il collo pieno di sangue rappreso.
Il vecchio scese da cavallo; senza dire una parola si inginocchiò e pianse rivolto al cielo, bestemmiando il suo dio.
Poi prese in braccio il ragazzo, se lo strinse al petto e rimase immobile, finché il figlio non si avvicinò piangendo anch’egli, gli mise una mano sulla spalla e gli disse:
– Lo so che volevi più bene a lui, papà e anche io. Qualunque cosa deciderai di fare, io ti aiuterò –
Improvvisarono un trasporto per il corpo e tornarono al villaggio.

Il funerale si tenne il giorno stesso, solo poche ore dopo che il cadavere fu ritrovato.
Il corpo del ragazzo fu ripulito e messo in una povera bara di legno, scoperta, così che tutti potessero vederlo e salutarlo.
Al momento del sermone il pastore fissò il padre, e i loro occhi non si lasciarono neanche per un attimo.
Il pastore disse:
– La vendetta è del Signore. Gli uomini non devono arrogarsi il diritto di amministrare da soli la giustizia che spetta a Dio –
Il padre non disse nulla, ma appena la cerimonia finì si alzò e uscì, seguito dal figlio, lasciando ad altri l’incombenza di seppellire il ragazzo.
Andarono a casa, sellarono i cavalli migliori, si assicurarono di avere abbastanza provviste, fucili, pistole e munizioni e ripartirono verso sud.
Arrivarono al luogo dove avevano trovato il ragazzo morto e da lì proseguirono verso la frontiera.
Il messicano lo trovarono quasi subito. Era appoggiato ad un albero, sotto il quale si era evidentemente seduto per riposare e dove era stato freddato con un foro in fronte.
I suoi complici avevano evidentemente deciso di non dividere il bottino con lui.
Lasciarono il cadavere a marcire sotto l’albero e proseguirono, raggiungendo rapidamente la frontiera con il Messico.

La varcarono seguendo in parte le tracce della mandria e prima di sera arrivarono ad una grande fazenda, dove le tracce della loro mandria sembravano sparire.
Il grande portone di ingresso della fazenda era presidiato da guardie armate, che all’arrivo dei due uomini a cavallo caricarono i fucili e si misero di traverso.
– Che cercate amigos? – chiesero in spagnolo, stando bene attenti a non perdere di vista i movimenti dei due.
– Chi è il padrone qui? – chiese il vecchio
– El Señor Morales, ma lui non ama i gringos –
– E io non amo i ladri, e il Señor Morales ha rubato la mia mandria –
Istantaneamente i fucili furono puntati, i cani scattarono e gli uomini sembravano pronti a fare fuoco da un momento all’altro.
– Calma, hermanos, calma – disse una voce
Dall’ombra di un portico comparve un uomo, il Señor Morales evidentemente, vestito di bianco, con un grosso sigaro in bocca e un cappello con le frange. Aveva un gilet bordato di rosso, indossato sopra una camicia bianchissima, di lino, con le maniche a sbuffo.
I capelli impomatati e nerissimi completavano la maschera da vero fazendero.
– Che pasa? – domandò calmo
– Questo gringo vi ha chiamato ladro, Señor, e noi stavamo per dargli una lezione – disse uno degli uomini.
Morales si avvicinò ai due cavalieri con lo sguardo incuriosito.
– Perché venite in casa mia, non invitati, a insultarmi? – chiese
Il vecchio con movimenti lenti ma sicuri scese da cavallo e si avvicinò al fazendero, guardandolo negli occhi.
– Avete una mandria che vi è stata portata da poco. Quella mandria è mia, mi è stata rubata, e mio figlio è stato ammazzato come un cane per rubarla. Come dovrei chiamarvi, dunque? –
Il fazendero si fece serio.
– Non amo rubare, e non ammazzo ragazzi. Compro la merce che mi viene offerta e non faccio troppe domande. Per quanto ne so io i legittimi proprietari sono venuti qui, mi hanno fatto un’offerta molto vantaggiosa che non potevo rifiutare. Per cui se c’è un ladro non sono io –
Il vecchio lo guardò, e gli credette.
– E allora chi è? – chiese
– Fossi in voi cercherei un uomo alto, con i denti marci e una cicatrice sul collo, e un suo compare basso e tozzo con la faccia da ubriacone. E li cercherei verso sud, non credo che torneranno molto presto negli States –
– Gracias Señor – disse il vecchio risalendo a cavallo.
Fece per allontanarsi, quando Morales gli si avvicinò.
– Ho pagato mille dollari per quella mandria, almeno dieci volte meno del suo valore. E’ stato un buon affare, ma non mi piace sporcarmi le mani con il sangue dei ragazzi. Se troverete quello che cercate, una volta regolati i vostri conti, se riuscirete a tornare vivi e con i soldi, accetterò volentieri di riavere i mille dollari e vi ridarò le vostre vacche, più grasse di come le avete lasciate –
Il vecchio non disse niente, salutò con un gesto della mano sul cappello e spronò il cavallo verso sud.

Arrivarono a Ciudad Alemana verso sera.
Si erano diretti lì perché era il più grande agglomerato urbano sulla strada per Menaria, e perché lì c’era anche il più grande bordello appena oltre il confine.
Pensavano che i due banditi, chiaramente dei delinquenti di mezza tacca, avrebbero speso un po’ dei loro soldi con le donnine di uno dei bordelli di Ciudad Alemana.

Fecero centro al primo colpo.
Entrarono al “Gato Rubio” e si diressero verso il bar, dove una maitresse avanti con gli anni serviva da bere seminuda.
Il locale era quasi deserto, probabilmente le ragazze erano quasi tutte occupate. Meglio così.
La vecchia maitresse li guardò con un sorriso.
– Ragazzi, felice di vedervi, è la prima volta che venite qui, vero? Mi sarei ricordata due pezzi d’uomo come voi se li avessi visti prima! Venite, vi offro da bere mentre aspettiamo che qualche ragazza si liberi, non voglio mica che ve ne andiate alla concorrenza! –
Il vecchio sfoderò un sorriso, e disse:
– Grazie, ma preferiamo non bere, prima – e le fece l’occhiolino – Piuttosto, stiamo cercando un nostro amico che dovrebbe essere da queste parti, sicuramente l’avrete visto: è alto, una dentatura non proprio perfetta e una vistosa cicatrice sul collo –
La maitresse improvvisamente diventò seria, si voltò dall’alta parte e fece per andarsene mentre diceva:
– Non ho mai visto nessuno con queste caratterist… –
Non riuscì a finire la frase, perché il vecchio saltò dietro al bancone, le mise un braccio intorno al collo e le puntò la pistola alla tempia.
– Allora vediamo se riesco a spiegarmi meglio – disse sussurrando all’orecchio della maitresse – Questo signore che stiamo cercando ha ammazzato il mio ragazzo, aveva 14 anni, io e suo fratello lo stiamo cercando per regolare un conto e quanto è vero iddio non mi fermerò davanti a niente e nessuno, dovessi ammazzare mille persone, a partire da te. Quindi se sai qualcosa, diccelo senza tante storie, se non vuoi andare a servire da bere nei bordelli del paradiso –
– John Terry – disse la donna tremante – si chiama così. E’ stato qui ieri sera e per poco non ammazza di botte una delle ragazze. Mi ha minacciato che se avessi detto qualcosa sarebbe tornato e ci avrebbe ammazzate tutte quante. Non so dove vive, lo giuro –
– E il suo amico? – chiese il vecchio
– Quello è un ubriacone impotente, secondo me lo troverete al bar in fondo alla strada immerso nel suo vomito fino al collo –
Il vecchio allentò la presa e saltò di nuovo dall’altra parte del bancone.
Senza dire una parola, uscì dal locale, seguito dal figlio.

La maitresse aveva visto giusto.
Trovarono il complice al bar, lo afferrarono in un vicolo mentre vomitava, e lo portarono semi incosciente vicino ad una vasca per i maiali.
Il vecchio si mise in piedi a gambe divaricate mentre il figlio lo afferrò per i capelli.
– Sveglialo – disse il vecchio
Il figlio spinse la testa del ladro sotto l’acqua, poi la tirò su, ripeté l’operazione quattro o cinque volte e completò il tutto con un paio di schiaffoni ben assestati.
L’uomo guardò i due e chiese:
– E voi chi cazzo siete? Che cazzo vol… –
Il ragazzo affondò di nuovo la testa dell’uomo sott’acqua.
– Conta fino a cento – disse il vecchio.
Il figlio obbedì e quando il tizio riemerse era paonazzo e aspirò tutta l’aria che poteva. Non durò a lungo, perché dopo due boccate d’aria la testa sparì nuovamente sott’acqua.
– Cento? – chiese il ragazzo
Il vecchio annuì.
Quando la testa riemerse di nuovo, il ladro sembrava non poterne più. Boccheggiava.
I due non ebbero pietà e gli fecero assaggiare un’altra dose di quel trattamento.
Quando lo tirarono su era svenuto.
Lo rianimarono a calci e schiaffi. Poi mentre era sdraiato a terra il vecchio gli si avvicinò.
– Il ragazzo –
– Quale ragazzo – domandò
Un calcio nelle costole lo fece urlare di dolore.
– Mio figlio. Quello che tu e il tuo compare John Terry avete ammazzato. Il fratello di questo qui. –
Il disgraziato spalancò gli occhi. Ora aveva paura.
– Cosa volete? – chiese
– Ammazzarti come un cane – disse il vecchio – ma penso che tu non sia il capo. Penso che John Terry sia la vera serpe, quindi ti proporrò un accordo, e te lo proporrò una volta sola. Se accetti forse ti salverai la vita, se rifiuti, lascerò che mio figlio vendichi la morte di suo fratello affogandoti nella vasca dei maiali. Ecco l’accordo. Tu ci porterai da John Terry e ci aiuterai a catturarlo. Quello che succederà dopo non è affar tuo. Se riusciremo a prenderlo, vivo o morto, te ne potrai andare. Non ti garantisco che non ti cercheremo di nuovo una volta finito con il tuo compare, ma almeno avrai un’opportunità. Ah, e voglio tutti i soldi che hai avuto dalla vendita della mandria –
Il delinquente accettò; che possibilità aveva, d’altronde?
Per quanto riguarda il denaro, John Terry gli aveva dato solo 100 dollari, la metà dei quali erano già scomparsi, bevuti insieme ad altri ceffi come lui.
I tre presero i cavalli, e tenendo il ladro sotto tiro si avviarono verso la prateria, in direzione di una piccola catena montuosa distante poche ore di cammino.
John Terry abitava là, disse il ceffo, in una capanna protetta da un lato dalla montagna, inaccessibile, e per tre lati protetta dalla prateria, che John Terry aveva fatto tagliare in modo che chiunque si avvicinasse alla capanna fosse esposto per oltre 200 metri.
I tre concordarono che il tizio avrebbe chiamato Terry avvicinandosi a piedi. Quando questi fosse uscito, loro lo avrebbero catturato, o ucciso, questo non era affare suo.
Lasciarono i cavalli a distanza di sicurezza, e si avviarono per la prateria, attraversando l’erba alta e gli alberi che formavano un rifugio sicuro.
Arrivati al bordo della radura artificiale il delinquente si incamminò da solo, chiamando il suo compare a voce alta.
– John, ehi John, sono io! –
La porta si aprì e John Terry uscì, senza sospettare alcunché.
– Ciao amigo, come mai sei qui? Hai già finito i soldi? Ti avevo detto di andarci piano con la bottiglia, così facendo non…-
Non riuscì a finire la frase, perché il disgraziato si mise a correre urlando.
– Scappa John, è una trappola, ci sono il padre e il figlio del ragazzo, stanno dietro di…-
– Bastardo! – gridarono i due appostati, uscendo allo scoperto e aprendo il fuoco.
Anche John Terry cominciò a sparare e rientrò rapidamente in casa.
Il suo compare era già morto, trafitto da pallottole sparate da entrambe le direzioni, ma una volta riguadagnato l’interno della casa, John Terry mise mano ad un fucile e cominciò a bersagliare i due, che dovettero riparare di nuovo nella prateria dietro gli alberi.
– Terry! – gridò il vecchio – esci fuori e consegnati, ti prometto che ti porteremo con noi, vivo, e avrai un regolare processo.
Il bandito rise a crepapelle.
– Sì, come no? e poi forse non sapete che l’assassino del ragazzo è già morto, era quel vecchio ubriacone che avete appena fatto fuori, quindi potete andare via tranquilli –
– Può darsi – gli rispose il vecchio – ma lui era come dici un vecchio ubriacone e non credo che nel suo cervello ci fosse abbastanza materia grigia per organizzare la vostra bravata, quindi non avremo pace finché non ti assicureremo alla giustizia. Sta a te scegliere se sarà quella umana o quella divina –
– Sai amigo, mi dispiace dirtelo, ma non avete grandi speranze. Da qui vi posso vedere molto bene, e al primo capello che spunta da quella prateria vi faccio secchi prima che possiate dire “ahi” – rise beffardo.
– Noi siamo in due Terry e possiamo fare i turni, tu invece prima o poi dovrai dormire, e allora ti beccheremo – gridò frustrato il vecchio.
Terry rise più forte.
– Oh, non credo proprio amigo, ho qui della robetta messicana che mi aiuta a stare sveglio, e ti posso assicurare che ho abbastanza provviste per resistere anche un mese, quindi penso proprio che sarò io a farvi un bello scherzetto! Ah, dimenticavo, non crederete mica che io viva come un eremita in questa capanna. Ci sono altri amici che condividono il piacere della mia compagnia, e li aspetto da un momento all’altro –
Il vecchio si girò verso il figlio parlando piano.
– Siamo nei guai, figliolo. Il bastardo ha ragione, non possiamo stare qui a lungo, e temo che anche se sta bluffando, sia ragionevole che qualche delinquente prima o poi si faccia vivo –
– Che possiamo fare? – chiese il ragazzo – Forse uno di noi potrebbe prenderlo sotto tiro e l’altro tentare un assalto –
Il vecchio scosse la testa in segno di disapprovazione.
– No, non possiamo permettercelo. Io non voglio perdere un altro figlio e tu non devi rimanere orfano. Abbiamo già sofferto abbastanza e tua madre poi non reggerebbe, dobbiamo trovare un’altra soluzione –
– Potremmo incendiare la baracca –
Il vecchio soppesò l’idea, poi scosse la testa di nuovo.
– Siamo troppo lontani: per riuscire a dare fuoco alla baracca dovremmo avvicinarci a meno di 10 metri e lui ci tiene sotto tiro. Potremmo cercare di distrarlo ma non voglio rischiare, mi dispiace –
– Ehi vecchio! siete ancora qui? non vi siete stancati? –
– Stai zitto bastardo! il giorno in cui ce ne andremo lasciandoti libero di continuare ad ammazzare persone indifese non sorgerà tanto presto! – urlò il ragazzo
– Senti senti – disse Terry – allora anche il ragazzino ha la lingua! Vorrà dire che quando ti metterò le mani addosso ti farò assaggiare lo stesso trattamento che abbiamo riservato a tuo fratello, magari un po’ più lentamente, che ne dici? –
In un accesso di rabbia, il ragazzo saltò su, ma il padre lo tirò a terrà con un gesto imperioso.
– Non fare cazzate; ti sta provocando e tu ci stavi per cascare, usiamo la testa –
Poi si fermò improvvisamente.
– I cavalli – disse
– Quali cavalli? – chiese il figlio
– Appunto – disse il vecchio – perché non ci sono i cavalli, né una stalla o un abbeveratoio? Come è arrivato fin qui? dove ha messo le bestie? –
Il ragazzo si fece pensieroso.
– Forse sono sul retro della casa – disse senza troppa convinzione
– Non credo. La capanna è attaccata alla montagna per avere protezione, non c’è spazio, e avremmo visto qualche struttura o sentito dei nitriti dopo i colpi di pistola. –
– Credo – continuò il vecchio – che i cavalli siano nascosti in qualche posto sicuro e che ci possa essere un passaggio o una via d’uscita dalla casa proprio per situazioni come questa –
– Senti cosa facciamo – ordinò al figlio – io resto qui per assicurarmi che non scappi, tu fai un giro largo da entrambi i lati della capanna, ma vicino alla montagna, e cerca di capire se i cavalli sono da qualche parte –
Il ragazzo scattò in piedi, inoltrandosi nella prateria.
Tornò neanche mezz’ora dopo.
– Avevi ragione! Sul lato sinistro della montagna, a circa 200 metri dalla capanna, ci sono due cavalli. C’è una piccola apertura nella montagna, probabilmente una vecchia cava, e scommetto che in qualche modo porta alla capanna –
Il vecchio annuì.
– Sì, hai ragione, penso che una volta fossero dei tunnel di comunicazione e non mi stupirei se il retro della capanna fosse stato costruito appositamente. –
– Che facciamo ora? – chiese il ragazzo.
– Manca un’ora al tramonto. Assicuriamoci che lui pensi che siamo ancora qui, poi ci andremo ad appostare all’uscita della galleria –
E così fecero, dopo qualche scambio di insulti con il bandito.
Si mossero che il sole stava tramontando dietro la montagna e raggiunsero il posto dove erano i cavalli.
Non dovettero aspettare molto. John Terry uscì a fatica dalla piccola apertura e si accinse rapidamente a slegare i cavalli per partire senza essere visto.
Silenziosamente i due gli si avvicinarono alle spalle e ll vecchio gli puntò la pistola alla nuca.
– Salve John Terry, mi piacerebbe sentire di nuovo cosa intendi fare a mio figlio –
Terry si immobilizzò.
– Stai prendendo un granchio, amigo, ti ho già detto che tuo figlio non l’ho ammazzato io, ma il mio compare. Un vero ubriacone, che dio l’abbia in gloria. Io sono un ladro, lo confesso, ma non avevo intenzione di uccidere nessuno – mentì.
– Sai John Terry, io potrei anche crederti, forse sbaglio e forse no, ma perché prendermi il rischio, quando c’è qualcuno più in alto di me che può giudicare senza errori? –
E così dicendo gli sparò, staccandogli di netto un pezzo di scatola cranica con la sua 45.
I due lasciarono il cadavere di John Terry dopo avergli preso dalle tasche più di duemila dollari, frutto evidentemente di altre rapine.
Presero anche i cavalli e senza accamparsi per la notte tornarono verso nord.

Arrivarono alla fazenda di Morales che era l’alba. Il fazendero, avvertito dalle guardie dell’arrivo dei due, era già alla porta, l’immancabile sigaro in bocca.
– Salve – li salutò – avete ottenuto quello che volevate? –
– No – rispose il vecchio – io rivolevo mio figlio indietro e sarei stato disposto anche a perdonare quei due, pur di rivederlo vivo, ma non si può, e così li perdonerà mio figlio se lo riterrà opportuno, quando li incontrerà nelle grandi praterie –
Il fazendero annuì.
Il vecchio proseguì.
– Questi due cavalli sono per voi, e anche questi duemila dollari. Non voglio niente che sia appartenuto a quei disgraziati. Voglio solo riprendermi le mie vacche e tornarmene a casa con mio figlio. –
Il fazendero diede l’ordine e in breve la mandria fu radunata.
– Adios – disse Morales –
– Adios – disse il vecchio.
– Aspetti – lo chiamò Morales – volevo dirle che mi dispiace, e che avrei fatto esattamente come lei –
Il vecchio ancora una volta si girò senza dire una parola, salutò con un gesto della mano, e seguito da suo figlio riprese la strada verso nord.

frontiere1_default

Annunci

2 thoughts on “Frontiera

  1. bel racconto, “doverosamente” omaggiato nonché scritto bene (ma non è una novità, qui).
    : )
    avrei evitato il “mentì” che sconfessa le parole di terry (“ma non avevo intenzione di uccidere nessuno”): esplicitare rassicura, mentre per contro avrebbe fatto più male sia al padre che al lettore il permanere del seppur minimo dubbio.
    (all’inizio forse un refuso “ride” vs “rise”).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...