La donna-profumiera

Nel mio recente post su “Alcuni fenotipi di donne da evitare assolutamente”, che potete leggere qui, ho citato en-passant la donna-profumiera senza darne una descrizione.
Da più parti mi è giunta la richiesta di chiarire in cosa consista questa tipologia di donna.
Avrei voluto rispondere che la descrizione della donna-profumiera non ci sta bene in un post concepito come “avviso ai naviganti”.
Che è bene che ogni uomo si vaccini contro i danni da donna-profumiera, e che vaccinandosi eviterà contagi più gravi.
Ma siccome alla fine mi sono detto “chi sono io per fare il paternalista”, ecco svelato l’arcano.
Non dite che non vi avevo avvertito, però.

La donna-profumiera è il tipo di donna più universalmente diffuso,
Infatti ella è semplicemente una donna.
Potrebbe sembrare un’affermazione tautologica, ma è la pura e semplice verità.
TUTTE le donne, in un dato momento della loro stagione, sono o saranno donne-profumiere. Nessuna esclusa.
Poi si trasformeranno in qualcos’altro, in una donna-chioccia, una donna-lavatrice, in uno qualsiasi dei millemila fenotipi noti all’uomo (o anche in uno a egli ignoto).
Ma in quel preciso momento della sua vita, per voi, e solo per voi, una donna sarà una donna-profumiera.
Per quanto ogni uomo che abbia superato l’età della ragione (attestato secondo gli ultimi studi intorno ai 45/50 anni) sappia di cosa parliamo, è meglio ribadire che la donna-profumiera è solo una fase temporale di una donna.
Si pone infatti in quel preciso passaggio che porta la donna verso una specializzazione ulteriore, che comunque ognuno di noi conosce e apprezza, tutto sommato.
Sì, perché la donna-geisha, la donna-uccellino, la donna-artista, etc hanno tutte una cosa in comune: ve l’hanno ormai data.
Poi possono diventare insopportabili, eccessive, addirittura fastidiose, ma intanto voi avete attinto alle sue grazie; e in alcuni casi ripetutamente e con una certa soddisfazione.
Con la donna-profumiera tutto ciò è impossibile.
Attenzione: non bisogna assolutamente confondere la donna-profumiera con altre tipologie di donna che non la danno (scusate il gioco di parole), come ad esempio la donna-monaca, la donna-racchia, la donna-frigida e altre analoghe categorie.
Per due buonissimi motivi.
Prima di tutto, la donna-profumiera la dà. Ma non a voi. Né ora, né mai.
Poi la donna-profumiera gioisce nel non darvela.
Lei non si limita a negarvela, a respingervi, a tenervi lontano, a resistere alle vostre advance.
No.
Lei ve la fa annusare.
Sempre e rigorosamente da lontano, si intende, hai visto mai voleste avvicinare pericolosamente il naso.
E usa delle tecniche specifiche per portarvi alla follia da profumaggio.
I più giovani e inesperti tra di voi potrebbero avere la tentazione di chiedersi “perché?”.
Ma la risposta è semplice: la donna-profumiera è insicura. Ha bisogno di voi, della vostra adorazione, di essere la vostra droga, di potervi comandare a bacchetta, di vedervi pronti a tutto per lei, nella speranza di un evento che non si verificherà mai.
Non con voi, quanto meno.
Perché come detto prima o poi la donna-profumiera, come la pupa si trasforma in farfalla, evolverà in una delle categorie che già conoscete bene, facendo felice prima e infelice poi un uomo. Un altro uomo, si intende.
Talvolta la donna-profumiera, soprattutto in età giovanile, subisce questa metamorfosi in parallelo.
E quindi mentre con voi profumeggia, con un altro recasi in camporella per dispiegare le ali e diventare finalmente la donna-geisha che ha sempre sognato di essere.
In questi casi l’uomo implume può avere l’illusione che basti seguire la scia, per mettere poi la freccia e arrivare a meta.
Niente di più sbagliato; perché la donna-profumiera potrebbe avere un numero illimitato di fidanzati e non concederebbe comunque le sue grazie al suo profumatissimo uomo che la adora, anche perché sa bene che nel 99% dei casi egli scomparirebbe subito dopo alla velocità della luce.
La donna-profumiera può esistere in natura in diverse gradazioni.
La più diffusa è la profumiera totale, di solito una giovane donna che dal primo istante mette in chiaro di volere solo una bella amicizia con il profumato, ma lasciando intendere che magari…in un remoto futuro…
E mentre il disgraziato si fa irretire da questa falsissima, sottintesa promessa, lei gli racconta tutti i suoi amori, con dovizia di particolari, e spiegazione dettagliata di tecniche di kamasutra.
Ma tutto sommato la profumiera totale è un tipo abbastanza onesto di donna-profumiera.
Ci sono invece quelle più subdole, magari di età non proprio adolescenziale, le quali sanno bene che a un uomo che abbia superato i venti anni non basta più un’idea di profumo.
Allora magari si lasciano andare a qualche bacio, una pomiciatina al cinema durante un film dei Vanzina, nei casi più carogna anche degli accenni di paradiso.
L’uomo che venga così profumato è convinto che con la costanza, il servilismo, e le sue indubbie doti intellettuali e fisiche (che non possiede, altrimenti avrebbe già concluso) possa prima o poi trasformare la donna-profumiera nella sua donna-tuttosesso.
Non sa, il disgraziato, che di questi casi la rivista Nature ne segnala in tutto cinque o sei, un paio nel Borneo e gli altri in Amazzonia, ma nessuno nei paesi OCSE.
Va da sé che quando il poveraccio si sarà finalmente consumato di desiderio (e di altro) la donna-profumiera lo abbandonerà al suo destino, veleggiando gaiamente verso un’altra vittima.

Come individuarla per tempo: tre, questo è il numero magico. Recenti studi epidemiologici sulla popolazione femminile mondiale hanno stabilito con una precisione di sei sigma che se non ve l’ha data entro tre uscite, non ve la darà più.
Come liberarsene: la donna-profumiera non è sola nel suo ecosistema. Sicuramente ha tra le sue amiche una donna-tuttosesso. Individuatela, o fatevi individuare, e salutate per sempre la profumiera. La vostra vita sarà bellissima. Per poco, cioè.

Profumi

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9 thoughts on “La donna-profumiera

  1. Rodolfo, sei fenomenale. Io avevo appreso già da una trentina d’anni dell’esistenza di questa variante della razza umana-femminile, ma mai l’avevo sentita raccontata in cotal modo. Complimenti vivissimi!

  2. Pingback: Psicopatologie da social network | rodocarda

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