L’arte di Sean Archer/Stanislav Puchkovsky

Da quando ho iniziato a interessarmi del ritratto fotografico, cerco in continuazione ispirazione.
Non ritengo di dover emulare grandi maestri, come Herb Ritts o Richard Avedon o anche Ferdinando Scianna, intanto perché sono inarrivabili, e poi perché i grandi geni, in qualsiasi settore si cimentino, rompono gli schemi e seguono percorsi difficilmente replicabili.
Cerco invece di studiare come lavorano fotografi di livello superiore al mio, ma – apparentemente – non così distanti da non essere presi come fonte di ispirazione.
Frugando 500px.com alla ricerca di questa ispirazione, mi sono imbattuto in questa foto.
Sean Archer 1
Inizialmente non ho capito perché quella foto mi avesse colpito così tanto.
La bellezza della modella, certo, ma non è un motivo sufficiente: è pieno internet, e anche 500px, di foto di ragazze bellissime che non attirano la mia attenzione per più di un millisecondo.
Invece questa foto mi ha ipnotizzato.
Sono andato allora a vedere le altre foto dell’autore, che si chiama (o si fa chiamare) Sean Archer, e dopo un po’ ho capito.
Sean (che in realtà è russo, vive a Yekaterinburg e si chiama Stanislav Puchkovsky) fa le foto ESATTAMENTE come piacerebbe farle a me, con la stessa filosofia, tecnica, approccio.
Solo, lui fa dei capolavori.
Ho cercato di sapere qualcosa di più di Stanislav, per capire non solo la sua tecnica fotografica, ma anche da dove nasce la sua arte, e lui è stato così cortese non solo da accettare la mia richiesta di amicizia su fb, ma di rispondere a qualche domanda.
La descrizione del suo lavoro che segue è frutto di mie considerazioni, delle sue risposte, e di altre informazioni che ho trovato curiosando in giro.
Ho chiesto a Stanislav di rispondere a qualche domanda per questo articolo, ma è molto impegnato, sia con le sue foto, sia con la fama che gli sta meritatamente piovendo addosso, e quindi mi ha gentilmente inviato alcune domande/risposte che aveva già raccolto per altre “interviste”.
Piuttosto che riportare queste informazioni sotto forma di dialogo, ho preferito mischiare le affermazioni di Stanislav e le mie considerazioni sulla sua arte, in modo che ne emerga un ritratto dell’artista come io lo vedo e lo apprezzo.
Ognuno poi potrà farsi la sua idea guardando le sue foto e andando a cercare le informazioni che si possono facilmente trovare in rete.

Gli inizi
C’è una cosa secondo me importante di Stanislav, e che si riflette nelle sue foto. Lui nasce come artista grafico. Così come un altro grande fotografo che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente (George Woodman, di cui potete leggere qui) Stanislav è un pittore, laureato in architettura, e non gli è ignota l’arte del ritratto. Solo, finché non ha tentato di cimentarsi con una macchina fotografica, i suoi strumenti erano matite e pennelli.
Questa capacità però non deve essere rimasta nascosta da qualche parte, perché è un fatto che le fotografie di Stanislav sono dei dipinti.
“Fotografia” (dipingere con la luce) allo stato puro.Sean Archer 2
Questo dimostra che la macchina fotografica è solo uno strumento, e come spesso si sente dire, sono i 20 cm dietro il mirino lo strumento più importante per un fotografo.
Quando Stanislav si decide finalmente a comprare una macchina fotografica, decide di prendere una Lumix G3 e di scattare solo in automatico, dato che non sa assolutamente nulla di tecnica fotografica.
Se guardiamo le sue foto, soprattutto chi come me che fa fotografie da quasi trenta anni, sembra quasi incredibile che un ragazzo che inizi a fare foto solo a fine 2011 sia arrivato così rapidamente ad un livello così eccelso.
Ma come dice lui stesso, la fotografia è per lui uno strumento per fare ritratti, solo più veloce del disegno. Questo gli ha permesso non solo di applicare le conoscenze che già aveva sulla luce, l’espressione, lo stile, ma anche di avere un feedback più rapido e apprendere più in fretta la tecnica necessaria.

Le modelle

Le ragazze di Stanislav, soprattutto la sua “musa” ispiratrice Nadya Kriger, sono tutte di una bellezza impressionante. Sean Archer 3
Ma hanno una caratteristica comune: sono tutte estremamente espressive e mai volgari.
Inizialmente ha fotografato solo amiche, ma con la fama sono arrivate non solo richieste di shooting professionale, ma anche richieste da parte delle modelle stesse.
Stanislav non disdegna le foto di nudo, ma la sua attenzione sono principalmente i volti, e gli occhi, i particolari.
Sono sempre occhi magnetici, volti irreali, di una bellezza aliena.
Le modelle di Stanislav aggrediscono con i loro occhi, spesso di un colore saturo e di una nitidezza perfetta.Sean Archer 4
Non a caso, le poche foto di Sean che non mi hanno entusiasmato sono quelle, patinate, in cui gli occhi della modella non sono in vista.
L’obiettivo di Stanislav non è mai di provocare con le sue foto, di suscitare istinti di bassa lega, ma di ricercare la bellezza non solo nei posti usuali, gli occhi, le labbra, il corpo, ma nei particolari, senza mai diventare volgare.
E per quello che posso giudicare io, il suo obiettivo è perfettamente centrato.

L’attrezzatura
Da nikonista devo ammettere che Stanislav ha preferito il mondo Canon.
Al momento lavora con una Canon 6D, principalmente con un 50mm 1.4 e un 135 2.0
Il 135 è una scelta apparentemente inusuale per i ritratti, una focale al limite, quando di solito si usa l’85mm o il 105, ma se osservate le foto di Stanislav molte sono dei primi piani strettissimi, che esaltano ancora di più la bellezza degli occhi delle ragazze.Sean Archer 5
L’unica altra attrezzatura che usa è un ventilatore per muovere i capelli.
Sostiene che renda gli scatti più vari e interessanti, ed è difficile dargli torto…

La luce
Credo che se dovessi dire quali sono le caratteristiche della fotografia di Stanislav che la rendono unica, la principale sarebbe l’uso della luce.
Stanislav fotografa quasi sempre in interni, e quasi sempre con un unico punto di luce, costituito da una finestra.Sean Archer 6
Fine. No flash, no lampade, no niente.
Talvolta, raramente, un pannello riflettente.
Ovvio che nel passaggio a professionista dovrà adattare le sue esigenze a quelle dei committenti, ma per le foto sue, il setup è sempre lo stesso: una finestra, una modella, un obiettivo.
Se guardate le foto di Sean, quasi sempre la luce principale (e spesso l’unica) è sulla sinistra, ma abbastanza diffusa da non creare differenze di esposizione tali da rendere troppo scura la parte in ombra, o da bruciare la parte alla luce.
Probabilmente l’ambiente in cui lavora è abbastanza luminoso, o la finestra abbastanza grande e magari dotata di tende per diffondere la luce.Sean Archer 7
Questo gli permette di lavorare in maniera naturale, senza la difficoltà di regolare luci, con temperature eccessive, setup lunghi e complicati, attese per le modelle.
Tutto è improntato alla massima semplicità.

Lo shooting
Il ritratto, per chiunque si sia cimentato in questa difficile arte, è un processo complicato, che comprende molti passaggi, di cui lo scatto è solo uno, e spesso neanche il più importante.
Uno degli elementi cruciali è la capacità del fotografo di creare empatia con la modella/o che sta fotografando.
Anche se la professionalità estrema, la tecnica, l’attrezzatura possono in parte mitigare questo aspetto, la differenza tra una sessione in cui si crea empatia e una in cui invece si rimane distanti è evidente.
La semplicità del setup di Stanislav aiuta moltissimo a creare il rapporto necessario.Sean Archer 8
Può permettersi di iniziare a scattare molto presto.
Inoltre di solito non pianifica nulla. Dato che il suo obiettivo non è di raccontare una storia, ma di esporre la bellezza allo stato puro, si limita a un briefing in cui cerca di capire cosa si aspetta la modella, e cosa lui vuole ottenere, dopo di ché si affida al caso, e alla sua abilità, per creare scatti che abbiano un senso.
Il suo motto è “iniziamo e poi vediamo che succede”.
Il mio fotografo ideale 🙂

L’elaborazione
Credo che almeno il 50% dell’arte di Stanislav, e che rende anche difficile l’emulazione, sia nello stile personalissimo di post produzione delle immagini.
E’ probabilmente in questa fase, che per il ritratto è forse la più delicata, che emergono le sue qualità artistiche, e la capacità di giocare con la luce.Sean Archer 9
Spesso nei ritratti si nota la tendenza a rendere irreale l’espressione, a spianare la pelle, a trasformare belle donne in manichini senza vita.
Le foto di Sean Archer invece trasmettono tutte la gioia di vivere e la sensualità di donne vere, e anche se a livello inconscio percepiamo che l’elaborazione deve esser stata intensa e impegnativa, non si ha mai la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di artefatto.
Anche i difetti vengono usati per illustrare sensazioni.
Vengono rimossi i difetti “inutili”, e evidenziati quelli che rendono particolare la foto: segni, efelidi, nei, tutto può diventare un elemento di bellezza.
Anche i capelli, talvolta perfettamente levigati, e altre volte mossi e di traverso.
Gli sfondi poi sono un’opera d’arte a sé stante: Stanislav cura particolarmente il background, in modo che il viso della modella risalti nel modo che lui ritiene appropriato. Quasi sempre scuri, con texture complesse e marmoree, creano una “vignettatura” naturale, contornando il ritratto che sembra quasi splendere di luce propria.
La texture della pelle delle modelle è sempre compatta e perfetta.Sean Archer 10
Se osservate le foto fatte con la Lumix, e quelle più recenti, vi renderete conto che le differenze sono minime: è l’occhio, e la capacità di Stanislav di lavorare le foto, a fare la differenza.

Conclusione
Ho deciso di scrivere questo post perché sono rimasto colpito e ammirato dal lavoro di Stanislav.
In qualche modo egli ha anticipato ciò che io vorrei fare, scoprire la bellezza che si cela davanti all’obiettivo della macchinetta, e trasportarla su un oggetto bidimensionale, da ammirare e far ammirare.
Non so se mai ci riuscirò, ma ho trovato un ideale da perseguire.

Tutte le foto sono copyright Sean Archer/Stanislav Puchkovsky
Ho usato, con il suo permesso, alcune sue foto per illustrare questo articolo.
Le foto di Sean/Stanislav si possono trovare su http://500px.com/SeanArcher e anche sulla pagina Facebok https://www.facebook.com/SeanArcherPhotography

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13 thoughts on “L’arte di Sean Archer/Stanislav Puchkovsky

  1. Stanislav per quel che mi ha detto usa molto spesso una om-d m1, la 6D praticamente gli serve in inverno inoltrato dato che in russia la luce é veramente poca ed il sensore della m1 per ottimo che sia non raggiunge le sensibilita di quello canon, anche io adoro i suoi ritratti, sono eccezionali, in questi giorni gli avevo chiesto un parere su la mirrorless che usa, con la sua risposta mi ha tolto ogni dubbio, risultato…… Sono in procinto di passare ad un corredo mirrorless, lo farò gradualmente tenendomi due o tre fissi sul FF ma credo che se si riesca ad ottenere certi risultati con quel tipo di macchina e avendo un peso nettamente inferiore le mie ossa spingeranno per completare il passaggio al piú presto !!!

    • Credo che alla Olympus sia passato da poco e che sostanzialmente sia un passaggio “sponsorizzato”. Ovviamente le case produttrici fanno a gara a prendere in carico i fotografi famosi, e penso che in particolare la Olympus abbia bisogno di qualche testimonial forte per cercare di spezzare il binomio Nikon/Canon.
      Ergo, con tutto il rispetto per Stanislav, non chiederei a lui consigli sul corredo.
      A Roma si dice che è come chiedere all’oste se il vino è buono…:-D
      I risultati che lui ottiene sono strettamente legati alla gestione della luce e alla capacità di lavorare in PP.
      Sospetto che per il suo tipo di fotografia fotocamera e obiettivi siano meno importanti che per altri.
      Grazie del passaggio 🙂

  2. Ottima presentazione, per questo magnifico artista. La cosa che più mi affascina delle sue foto sono gli sfondi, ma secondo voi cosa utilizza?? nel senso, è una semplice parete, un telo, oppure tutto in pp? è possibile ottenere uno sfondo simile in studio?

  3. L’articolo è molto interessante e descrive bene come da un percorso semplice si può arrivare a grandi risultati.
    Ho una curiosità da chiedere sugli sfondi. Non ho capito se sono reali, creati da Archer sfruttando le sue conoscenze “pittoriche” o creati in post produzione…. o entrambi.

    • Non ho seguito i corsi online di Sean Archer, quindi la mia è un’ipotesi, ma ragionevole. Gli sfondi sono sostanzialmente tutti delle textures o delle aggiunte a mano su una parete neutra.
      Pare che lui lavori con pochissimi livelli, di fatto con pennelli a mano libera, e con molto contrasto tonale e di colore (tipico di questa “scuola” russa).
      Insomma di reale, in quegli sfondi, secondo me c’è molto poco…

      • Grazie per la risposta. Per reale intendo non creati artificialmente in PP usando sfondi digitali da porre dietro la foto della modella. Quindi si tratta comunque di fondali in cartone, tela o materiale sintetico di varie texture o a tinta unita dipinti da lui.

  4. …cercando un pò in rete ho trovato alcune sue brevi interviste rilasciate ad inizio della sua “carriera”. Ebbene dalle sue risposte sul tema background usati in pratica lui agli sfondi reali sovrappone delle texture in PP…

    • Sì in questi casi in genere si fa così. Si usano fondali neutri o chroma key su cui “dipingere” o sovrapporre texture. Tra l’altro ormai con le capacità di selezione di photoshop cc è possibile isolare i soggetti quasi in qualsiasi situazione

  5. seguo Sean da diverso tempo su 500px, e i suoi ritratti, mi sono sempre piaciuti. Dissento però dall’autore del post circa l’assenza totale di PP, secondo me viene utilizzata senza dubbio, anche se in maniera blanda. Riguardo all’utilizzo delle macchine, nei dati exif riportati su 500px circa l’80% sono di fotocamere olimpus di diversi modelli dalla oem1 alla oem5II passando anche dalle pen qualche volta, mentre per il restante 20% utilizza il sistema canon, e anche qui ho visto 6d 5dmkII ecc.

    • Ti ringrazio del tuo intervento che però sinceramente non ho capito. L’articolo è un po’datato ma le informazioni sulle macchine fotografiche vengono direttamente da sue interviste.
      Per il resto, non solo non ho detto che non fa PP, ma ho anche inserito esempi e cercato di dedurre il tipo di postproduzione usata.
      Dì la verità, non l’hai letto 😀
      Un saluto.

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