When I’m sixty-four

will you still need me? will you still feed me?

– Pronto! Ciao! –
– Mmmm ciaooo, amore… –
– Dormivi? scusa, non pensavo di svegliarti –
– Ma che ore sono?…sì dormivo, aspetta…oddio le 10 e mezzo! non ci posso credere che ho dormito così tanto! –
– Ahahah! ma hai sempre dormito tanto! –
– Lo so, lo so…mmmm…aspetta che mi stiracchio…ma almeno quando dovevo andare in ufficio avevo una scusa per tirarmi giù dal letto, uff… –
– Così però non ti vengono le occhiaie…e mi piaci di più, Anna…ammesso che sia possibile! –
– Scemo! Mi prendi in giro –
– Nonono, ma che…lo sai quanto mi piaci –
– Anche adesso che sono anziana? dì che mi sopporti a malapena, dai… –
– Ahhhh…ecco…ti sei svegliata di cattivo umore…che devo fare per tirarti su? dirti che sono 15 anni che ti amo? che sei ancora la mia passione? che deve fare un povero vecchio innamorato? –
– Ecco. Ora ti picchio. Quando fai la scena del povero vecchio innamorato, Giulio, ti prenderei a schiaffi. Perché finisce sempre che ci credo e mi sciolgo! Stupido. Come va lì? –
– Bene. Sto ancora nei nostri uffici, ma tra poco torno in albergo. Stamattina sono andato prestissimo, il fuso mi peggiora l’insonnia, però ora ho sonno. Non vorrei dormire troppo presto, se no quando torno è peggio. Comunque a Singapore non ci vivrei mai. Troppo perfetta, troppo pulita. Sai che non ti fanno neanche masticare le gomme americane? Anzi, non le vendono proprio! –
– Ma dai! Allora mi volevi far venire in un posto del genere? Meno male che non mi sono fatta convincere –
– Mmmmm non me lo ricordare, che ancora mi girano. Non è che capita tutti i giorni di vedere un paese esotico, per di più gratis. Mi sa che ti sei dimenticata di quando ti piaceva girare il mondo…sì forse sei un po’ invecchiata, a pensarci bene…-
– Sciocco! Non è per quello, ma per tre giorni non valeva la pena fare tutta quella strada, il fuso orario…tanto domani torni, non staremo lontani molto, no!? –
– Sì, riparto domani pomeriggio, sono in Italia in serata. Sinceramente non vedo l’ora. Ti sembrerò un cretino, ma mi manchi. –
– Sei carino! stupido cretino, sei ancora carino dopo 15 anni. Scemo, mi fai commuovere. –
– Vabbè basta, alla nostra età siamo di lacrima facile. Silvia come sta? –
– Boh, bene credo. E’ già uscita, e ieri sera è rientrata tardi. Oggi aveva quel seminario in preparazione dell’esame di Patologia –
– Eh sì, l’ho visto quello che tiene il corso: sai, un figo di 40 anni…bisogna stare attenti…anche se è di Bergamo, e lei lo ammazza con il suo accento trasteverino… –
– Dai Giulio, lasciala stare. La prendi troppo in giro. Lo sai che ti è affezionata, e che con te sta volentieri, ma insomma, non la stuzzicare troppo. –
– Dici? ma ormai dovrebbe essere abituata, e poi io scherzo, dai… –
– Lo so, e anche lei lo sa. Ma anche se è ormai grande, ha i suoi sensi di colpa. E poi il padre è sempre il padre, e tu sei tu –
-…-
– Ti sei offeso? scusa dai… –
– No no, non sono offeso. E’ solo che è difficile. E hai ragione. Devo stare più attento. –
– Piuttosto, hai sentito Laura? –
– No. O meglio, ho provato, ma non ha voluto parlarmi. Ho parlato con la madre, e ha detto che è incazzata con me. –
– Vedrai, le passerà. E’ grande, dovrà accettare la situazione –
– Sì, hai ragione, ma dopo dieci anni che sono andato via di casa poteva anche immaginare che avessi un’altra vita, un altro amore, invece ha fatto finta di niente tutti questi anni, e averti finalmente incontrata l’ha scossa. Ha bisogno di tempo, ma purtroppo è come me: testarda, orgogliosa, incazzosa. Non ne uscirà facilmente, e, certo, la madre non mi aiuta, anche se a parole sembra conciliante –
– Tesoro…dai…non potevi andare avanti così a lungo. Hai fatto la cosa giusta. Vedrai, ci metterà un po’; ma anche lei è adulta, ha quasi 25 anni ormai, ha un compagno, sta creandosi una vita, capirà che tu hai diritto come lei alla tua felicità. E poi…poi tu sei uno stupido romantico, sono sicura che le hai fatto capire che mi vuoi bene, vero? –
– Sì, certo. Anna, tesoro. Certo che glie l’ho fatto capire. Ma non è stato indolore, e non sarà facile. E comunque ho sbagliato, tutti questi anni a fare finta di essere solo, di non avere nessuna; per proteggerla, e ora è più complicato. –
– C’è qualcosa che posso fare per aiutarti? Pensi che una telefonata di Silvia… –
– No! scusa, ho reagito male, ma non credo sarebbe una buona idea. Più avanti chissà, magari si troveranno simpatiche, ma ora il suo problema sono IO, e deve risolverlo con me. Ci sarà tempo per complicare ulteriormente la situazione, e anche Silvia non mi sembra perfettamente a suo agio, in fin dei conti… –
– Hai ragione…ma vorrei aiutarti e non so come. Magari, non so…saltandoti addosso quando ti vedo? –
– Mmmm, vedremo…vedremo…dipende anche dalle condizioni in cui arrivo… Non ho più vent’anni, ma neanche cinquanta, sai? –
– Ahahahaha! Sei a caccia di complimenti! Per me sei sempre un giovane e magnifico uomo di mezza età, anche a sessantaquattro anni! E mi piace strapazzarti, lo sai –
– Sì, lo so…comunque sono arrivato in albergo. Ora mi faccio una doccia, qui il caldo è insopportabile, si suda come pazzi. Poi me ne vado a cena e magari faccio una passeggiata prima di andare a dormire. Ti richiamo tra un’oretta, che dici? –
– Ehm…non so…tra un’ora dici? –
– Sì perché? hai da fare? –
– Eh sì… cioè…potrei anche rimandare…ma tanto domani torni…-
– … –
– Dai…non mi mettere il broncio! Conosci la situazione. E poi ho promesso a mio marito che stamattina lo accompagnavo a vedere un vestito. Esce dall’ufficio apposta, e abbiamo appuntamento in centro. Anzi, ora devo andarmi a preparare altrimenti faccio tardi. Noi ci vediamo domani? –
– Non so…spero…sarò un po’ cotto quando arrivo. Magari dopodomani? –
– Dopodomani non lo so, non credo. Silvia mi vuole portare a teatro. Siamo solo io e lei. Ti direi di venire con noi…ma insomma magari potrebbe prendersela…dai vediamo se domani ce la fai, altrimenti ci sentiamo la mattina dopo, e prima del teatro ci vediamo per un caffè. Che ne dici? –
– Va bene…caffé se non riesco prima. Allora divertiti…ti voglio bene, lo sai…e… –
– Anche io ti voglio bene, e basta così, fastidioso che sei! Buona giornata, tesoro. Ti penso –
– Anche io…Ciao. –
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Dawn at Brooklyn Park_new

Photo by rodocarda
rodocarda.smugmug.com

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