Lo strano caso del Dott. Berlusconi e di Mr. De Gregorio

Prima di qualsiasi altra cosa, voglio inviare i miei più sentiti ringraziamenti al Dott. Berlusconi, che con le sue mirabolanti avventure fuori e dentro le aule giudiziarie ci consente finalmente di abbandonare le tristi e malinconiche vicende greche, di cui a dire il vero ci interessa poco e niente, e occuparci invece delle sue peripezie giudiziarie, sempre godibilissime e fonte di grandi soddisfazioni per la stampa tutta. Dato che gli eventi sono noti e ormai datati, partiamo subito dalle dichiarazioni di Berlusconi dopo la sentenza di condanna a 3 anni di reclusione, così ci leviamo il pensiero e possiamo procedere a capirci qualcosa. Vai col virgolettato: “Prendo atto di una assurda sentenza politica al termine di un processo solo politico costruito su un teorema accusatorio risibile. Resto sereno, certo di aver sempre agito nell’interesse del mio Paese e nel pieno rispetto delle regole e delle leggi, così come continuerò a fare”: così Silvio Berlusconi che parla di “persecuzione giudiziaria” per ledere la sua “immagine di protagonista della politica”. Se non conoscessimo Berlusconi ci sarebbe di che indignarsi, ma dato che questa è una dichiarazione fotocopia che ricicla ogni volta in cui il suo addetto stampa è in ferie, possiamo tranquillamente evitare di stracciarci le vesti. Faccio solo notare un’evoluzione semantico-politica: ora i giudici non sono più “comunisti”, anche perché i comunisti sono scomparsi, ma comunque anche in assenza di terribili mangiabambini tra le fila della magistratura, a quanto pare anche gli altri ce l’hanno con lui. Tiratina d’orecchi al PD: potevamo tranquillamente rimanere comunisti, visto? Allora vediamo i fatti. I giudici incolpano Berlusconi di aver corrotto almeno un senatore nel 2006/2007, al fine di provocare la caduta del Governo Prodi, che insomma tanto tanto stabile non era, ma comunque è un fatto che il Governo cadde e Berlusconi subentrò. Così come è un fatto che il Senatore De Gregorio cambiò casacca e fece mancare il suo pesantissimo voto (nessuna facile ironia per favore) al Governo. Ora Berlusconi dice che la sentenza è politica, e il teorema accusatorio è risibile. Intanto, dato che per ogni corruttore esiste almeno un corrotto, vediamo chi è il corrotto, in questo caso. Noi, che ancora giriamo con gli occhioni blu spalancati sul futuro e rifiutiamo di toglierci il fiocco bianco che le maestre ci hanno annodato con tanta cura all’asilo, ci aspettiamo di incontrare un povero, emaciato, disgraziato, padre di famiglia, che solo per la passione politica è riuscito ad entrare in Parlamento, ma che a fronte dell’impossibilità di mantenere la sua famiglia con i circa 25.000 euro netti mensili che lo Stato gli elargiva per la sua presenza, ha dovuto cedere alle lusinghe del demonio tentatore, e a malincuore ha dovuto accettare i tre milioni di euro… Un momento. TRE (3) milioni di euro? Sì, questo è assodato. Dalle casse di Berlusconi a quelle di De Gregorio transitarono tre milioni di euro, di cui uno in chiaro e due in nero (di questo dobbiamo dare atto a De Gregorio, chi in questo paese accetterebbe una tangente visibile alla finanza per ben un terzo? un uomo coraggioso, non c’è che dire). Ovviamente non è che ‘sti soldi si possono mandare con un bonifico. Niente paura. Ci pensò Lavitola, altro personaggio noto alle cronache giornalistiche e giudiziarie, massone, socialista, direttore dell’Avanti (quotidiano quasi senza lettori che però beneficiava di circa cinque milioni di euro l’anno di contributi pubblici), poi presunto ricattatore proprio di Berlusconi (la famosa legge del contrappasso), latitante e infine condannato in via definitiva per truffa, bancarotta fraudolenta, più un paio di condanne non definitive appunto per estorsione e concorso in corruzione. Insomma, se io fossi uno stimato politico, e volessi convincere un altrettanto stimato Senatore della mia proposta politica, cosa farei? Ovviamente prendere un Lavitola e gli chiederei di portare delle buste piene di soldi al Senatore da convincere. Attenzione: se pensate che questa sia ironia, vi state SBAGLIANDO di grosso. Questa è la tesi difensiva del collegio di avvocati di Berlusconi e di Forza Italia. Non potendo negare il passaggio di danaro, hanno sostenuto che è svincolato dalla decisione di De Gregorio, in quanto la Costituzione (Art. 67 che Grillo voleva eliminare) consente a ogni deputato di esprimere opinioni non vincolate dal partito d’appartenenza, e quindi cambiare casacca. Quindi la tesi è questa: De Gregorio si è convinto perché Berlusconi aveva una proposta politica migliore, poi il fatto che Berlusconi gli abbia dato tre milioni di euro, insomma, saranno pure affari suoi no!? C’è da dire che questa tesi non solo è affascinante, ma anche credibile, visti i soldi che Berlusconi ha elargito a vario titolo a mezzo mondo, ricordiamo solo sette milioni a Ruby Rubacuori e altre centinaia di migliaia alle Olgettine. Però grazie a dio i giudici non hanno l’anello al naso, e insomma, la storia politica di De Gregorio non aiuta. Torniamo al presunto corrotto allora. Leggendo la sua biografia scopriamo che è stato direttore de l’Avanti prima di Lavitola (insomma i due sono vecchi amici, pare), poi socialista, poi fonda questo movimento italiani nel mondo, poi si fa eleggere con l’Italia dei Valori, poi flirta con Forza Italia, infine rompe con Prodi e come detto si allea con Forza Italia attraverso il suo movimento Italiani nel Mondo. Insomma, qui siamo perplessi: a quanto pare il De Gregorio è un po’ una banderuola, politicamente, e quindi ci può stare che si sia convinto che Maradona è mejo ‘e Pelè. Sta a vedere che il Berlusca stavolta c’ha ragione… E invece no. Perché è proprio De Gregorio a confessare e patteggiare la condanna, chiarendo che i soldi erano proprio per la sua corruzione, e quando non arrivava la bustarella lui non si presentava in Parlamento e faceva cag…tremare i suoi nuovi alleati forzitalioti. Insomma, il corrotto che ricatta. A parte l’abbondanza di “t” una frase che venire i brividi. Siamo alla fine di questa triste storia, tristissima, in cui i protagonisti tutti, nessuno escluso, sono delle macchiette patetiche, incapaci di portare avanti nessun valore degno di nota. Badate bene: parlo anche di voi, e di me, di tutti quelli che quando vanno a votare non fanno neanche un giretto su wikipedia per capire chi sono le persone, o meglio i personaggi a cui danno il loro voto. Ridere di loro fa bene, ma anche di voi e di me, purtroppo. P.S. Per l’abilità dei suoi avvocati ad andare per le lunghe e per i tempi di prescrizione previsti dalla legge, Berlusconi non sarà mai condannato in via definitiva. I soldi non si sa dove siano. Il Governo Prodi cadde e non si rialzò più. E noi siamo il solito paese del terzo mondo, con governanti degni di noi. O noi degni dei nostri governanti, fate un po’ voi. de-gregorio-berlusconi

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4 thoughts on “Lo strano caso del Dott. Berlusconi e di Mr. De Gregorio

  1. Una bella responsabilità ce l’ha Antonio Di Pietro, buonanima (politica) che ha imbarcato cani e porci in quelle elezioni. Magari se un giretto su wikipedia l’avesse fatto prima lui, avrebbe evitato di proporre a gente che si fidava di lui gente di quella risma… lo ricordo ancora, dopo l’exploit dei “responsabili”, dire “anche Gesù fu tradito da un apostolo”… allora erano solo 30 denari, però.

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