Italia – Germania 4-3

Oggi l’uomo medio italico che è in me come in tutti voi (e che già ahimè riempie gran parte del mio corpicione) ha preso nettamente il sopravvento.
Un misto di Alberto Sordi, Nanni Moretti e Carlo Verdone ronza nel mio cervello da ore, senza sosta apparente.
Tutte le amabili qualità che fanno di noi italiani quello che siamo sono esaltate alla massima potenza: vigliaccheria, voglia di vendetta, benaltrismo, goduria dei mali altrui, ruffianaggine, tutto questo non solo mi ha conquistato, ma che dio m’aiuti mi esalta.
Ebbene sì, oggi come mai sono fiero di essere uno stronzetto italiano, di media capacità e intelligenza, ma di grandissima furberia, capace come nessun altro popolo di sfangarla sempre e comunque, di mettere in atto qualsiasi azione lecita e illecita per portare a casa la pagnotta.
Oggi esalto e inneggio alle peggiori qualità italiane da esportazione: la mafia, la politica corrotta, le mani al culo dei talent scout, l’usucapione, spaghetto e mandolino, basta che ce sta ‘o sole, Albano&Romina, e io sono un italiano vero del mai tanto apprezzato Toto Cutugno.
Oggi io sono squadra femmina, come diceva Gianni Brera, che difende e non attacca, che si chiude a riccio quando la vogliono penetrare, pronta però ad aprirsi improvvisamente quando il vento spira dalla parte giusta e a mettertelo in culo in contropiede.
Io oggi sono Gianni Rivera che segna col piattone da fermo a centro area, e Del Piero che corre per ottanta metri per buttartela in quel posto, sì proprio lì all’angolino, e si va a Berlino Beppe.
Io oggi sono Totò, che al gerarca nazista che urla “Io ho carta bianca!” risponde nell’unico modo possibile, e con l’unica vera parolaccia della sua lunga a fantastica carriera: “E ci si pulisca il culo!”
Oggi sono bagnino che si tromba le turiste a Rimini, e barista che ricarica sul cappuccino, tassista illegale che ti toglie 200 euro per portarti da Termini al Colosseo, e birraio malefico che ti allunga la Peroni.
Oggi, porca puttana, io sono il trionfo della discendenza di Caio Giulio Cesare, che quando voi ancora stavate nelle caverne a fare i rutti eravamo già froci da un pezzo.
Oggi io sono Caravaggio, e Leonardo, e Michelangelo, e Bernini, e Giotto e Cimabue, e Raffaello Sanzio da Urbino.
Oggi sono Marconi, e Fermi, e Rubbia, e Segre, e Natta.
Oggi sono Grazia Deledda e Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Pasolini.
E Fellini e Eduardo e Dario Fo.
Perché oggi, dopo che ci avete rotto il cazzo per cento anni, ci avete sparato, ci avete imprigionato, ci avete portato via centinaia di ebrei, avete fatto le cose più turpi che un popolo abbia mai potuto inventare, e dopo che vi abbiamo perdonato, vi abbiamo ridato lo scettro del comando, e ci avete continuato a rompere i coglioni con l’EURO, il rispetto delle regole, avete fatto piangere pure i bambini palestinesi, oggi s’è capito che pure voi siete una banda de falsi peracottari, e vaffanculo me vado a compra’ una Panda che farà schifo, ma cazzo, almeno lo so pure PRIMA di comprarla.

PANDA_30

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