Le quattro fasi dello stronzo

Ognuno di noi in un certo momento della vita, in uno qualsiasi dei vasti campi dello scibile umano, o con una persona specifica è stato, è o sarà stronzo.
Non per niente la frase più gettonata a Roma è “ahò, ma che stai a fa’ lo stronzo!?”
Perché prima o poi il momento dello stronzo viene per tutti.
Ma il vero stronzo, lo stronzo certificato ISO 9000, lo stronzo matricolato, è uno che della stronzaggine ha fatto una ragione di vita.
Lui non fa lo stronzo. E’ stronzo.
Ed è stronzo a 360 gradi, giorno e notte, 24/24 ore.
Un vero stronzo è stronzo sempre.
Una piccola percentuali di stronzi ci nasce, e già dal momento in cui emerge dalla pancia della madre è stronzo: sono quei bambini che piangono in continuazione, non ti fanno mai dormire la notte per dieci anni, non mangiano mai e se mangiano ti rivomitano tutto addosso, e non appena li prendi in braccio senza pannolino ti fanno istantaneamente la pipì sul maglioncino di cachemire.
Ma per lo più lo stronzo conclamato ci diventa passando attraverso delle fasi, che noi, dall’alto della nostra pluriennale esperienza in fatto di stronzi, abbiamo recentemente catalogato e descritto in alcuni articoli pubblicati su tutte le riviste di settore (su “Gente di un certo livello” ci hanno riservato il paginone centrale).
E’ bene precisare che sebbene le fasi della stronzaggine siano rigorosamente in sequenza, non è dato predire quanto tempo uno stronzo rimarrà in una data fase prima di passare a quella successiva.
Ci sono anche stronzi che si fermano per sempre alla Fase 2, e diciamocelo, uno stronzo in Fase 2 può anche essere simpatico.
Per cui vi capiterà di incontrare nella vostra vita innumerevoli stronzi distribuiti più o meno equamente nelle quattro fasi.
Ah, certo.
Anche voi potreste essere in una di queste.
Fatemi un favore: se siete nella Fase 4, evitate di salutarmi, se mi incontrate.


Fase 1 – Dubitativa. Frase tipica: “Fossi stronzo?”

In questa fase lo stronzo non è sicuro delle proprie qualità e insieme a quelli in Fase 2 mantiene ancora viva una certa morale che gli consente di distinguere tra il bene (la non stronzaggine) e il male (lui).
Però lo stronzo in fieri se lo chiede non con angoscia, non con dispiacere, non con propositi di riscatto.
No.
Lui è più che altro sorpreso.
Perché aveva capito che in lui qualcosa non funzionava bene, e aveva dato la colpa alla cattiva digestione di cui soffre da sempre, le corna che la fidanzata gli ha messo a ripetizione, gli schiaffoni del padre da piccolo.
Insomma aveva cercato sempre cause esterne.
Ora invece con un leggero compiacimento comincia ad avere consapevolezza che no, non sono gli altri: sei tu che stai a fa’ lo stronzo.
Ma ancora siamo lontani dalla pienezza e rigogliosità dello stronzo conclamato che noi tutti amiamo e sfanculiamo.
Lo stronzo in fase dubitativa è anche capace di gesti di rara generosità, più che altro come test per capire cosa gli da’ più gusto, se ad esempio dopo la festa dare un passaggio ad un paio di cozze senza macchina, oppure accannarle alla fermata dell’autobus mentre pomicia in macchina con Sabrina.
Questi gesti saranno sempre meno frequenti, man mano che egli scoprirà che le varie sabrine saranno più contente di pomiciare con uno stronzo piuttosto che farsi accompagnare a casa da un nerd.

Fase 2 – Riflessiva. Frase tipica “Non è che sono stato stronzo?”
La differenza tra Fase 1 e Fase 2 potrebbe sembrare sottile, invece è enorme.
Lo stronzo in Fase 2 ha già iniziato a mettere in pratica la sua stronzaggine su larga scala, solo che mantiene ancor un minimo di senso del pudore per chiedersi se avrà fatto bene o meno.
Infatti, come da statistiche da noi raccolte in anni di studi, la risposta che egli si dà alla domanda “Non è che sono stato stronzo?” nel 99,4% dei casi è “Esticazzi!”.
Quindi lo stronzo in Fase 2 è già uno che prende e lascia le donne senza preoccuparsi se stanno male o meno, che parcheggia la macchina in tripla fila, che occupa regolarmente il posto dei disabili, che butta il pacchetto di sigarette per terra, che si dimentica sempre di ridarti i soldi che gli hai prestato per fare benzina.
Insomma è uno che FA lo stronzo, ma ancora non lo è pienamente, se si fa ancora qualche domanda.
Con qualche anno di psicanalisi e terapie appropriate lo stronzo in Fase 2 potrebbe regredire in Fase 1, e tornare ad essere una persona migliore.
Ma anche su questo, tutti i ricercatori che abbiamo consultato sono concordi nel dire in coro: “Masticazzi, facesse come je pare”.
Quindi spesso lo stronzo in Fase 2 passa alla Fase 3 semplicemente per carenza di strutture mediche e presidi sanitari adeguati.
La colpa è sempre dello Stato.

Fase 3 – Propositiva. Frase tipica “Mo’ te faccio vede io”
Qui lo stronzo ormai ha rotto gli indugi, mollato gli ormeggi, sa di essere stronzo e comincia ad assaporare il gusto di esserlo.
Non ci riesce a fare lo stronzo sempre, magari perché ha qualche legame con il mondo esterno che lo trattiene, tipo una famiglia, un lavoro, cose così.
Allora cerca occasioni per pianificare la sua stronzaggine e metterla in pratica senza indugio.
Dato che la vita quotidiana ci riserva molte occasioni per essere stronzi, lo stronzo conclamato non avrà difficoltà a trovare scuse, alibi, o motivazioni, per cui eserciterà il muscolo della stronzaggine fino a farlo diventare ipertrofico per poi passare alla Fase 4.
Pare che la Fase 3 sia non-regressiva: non si conoscono molti casi di stronzi in Fase 3 che siano poi riusciti a tornare alla Fase 2 o alla Fase 1.
Dalla letteratura disponibile possiamo dedurre che i pochissimi casi eventualmente citabili in tal senso siano legati a crisi mistiche, come Paolo di Tarso, Sandro Botticelli e quello stronzo di Galileo Galilei che gli servirono dieci anni di galera per fargli dire la verità, cioè che è il Sole che gira intorno alla Terra e non viceversa.

Fase 4 – Cognitiva. Frase tipica “Ar Cavaliere Nero nun je dovete da caga’ er cazzo!”
Qui lo stronzo è nella fase conclamata.
E’ stronzo e lo sanno tutti. Pure lui.
Viene di norma evitato dalle persone perbene, e sottoposto a continue profferte amorose e sessuali da donne di indicibile bellezza, da cui la frase tipica “ma come fa’ quella a sta’ co’ quello stronzo?”.
Proprio perché è stronzo, diciamo noi, ma non è qui il momento di esplorare le apparenti contraddizioni dell’animo umano delle XX.
Lo stronzo spesso è uomo di successo, o quanto meno di moneta, perché se non hai scrupoli (e lo stronzo matricolato credetemi, non ne ha) è più facile salire sul cadavere degli altri per raggiungere la vetta.
In alcuni sofisticatissimi casi lo stronzo conclamato è persona di rara cultura e immenso potere: abbiamo avuto grandi stronzi tra manager, Presidenti del Consiglio, e financo Pontefici.
Quando uno stronzo arriva ad elevati livelli di potere sono guai per tutti quelli che gli stanno sotto.
L’unico, piccolo vantaggio è che lo stronzo in Fase 4 sparerà per primo sul mucchio degli stronzi nelle Fasi precedenti, sia perché sono stronzi, sia perché teme la concorrenza, e questo in alcuni casi libera posti per i non-stronzi dotati però di qualche competenza.
Lo stronzo in Fase 4 almeno però non si mimetizza: è facilmente riconoscibile, ed evitabile.
Quindi, cari amici e amiche, se finite vittime dello stronzo conclamato, il nostro consiglio è solo uno, perché un po’ stronzi lo siamo anche noi: “Io te l’avevo detto…”

assholes

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