I buoni propositi che nessuno mantiene mai

Oggi è il primo dell’anno.
Sicuramente avete mangiato, bevuto, ballato, siete andati a letto (magari anche in compagnia) e vi siete risvegliati con un mal di testa feroce.
Poi finalmente siete usciti, barba lunga (se uomini) o struccate (se donne), avete preso un caffè al primo bar aperto, e quell’aria frizzantina di inizio gennaio, quei resti di lavandini lanciati dalla finestra, quei botti sparati alle dieci dallo stronzo del terzo piano, insomma tutto cospira per farvi essere più buoni.
Ed è con un gentile sorriso sulle labbra che pronuncerete solennemente a voi stessi i propositi per l’anno che viene.
Nessuno o quasi li rispetterà, ma per qualche secondo vi sentirete una brava persona.
A noi, che le statistiche piacciono un casino se non altro per il gusto di rovinarle ogni giorno, sembrava opportuno elencarveli, questi buoni propositi, o almeno i più gettonati.
Quelli che tanto il due gennaio finiranno nel cesso insieme al regalo di zia Maria (le cialde per la Nespresso quando noi abbiamo la Lavazza).
Quelli che ogni anno tiriamo fuori dall’armadio come l’abito buono.
Quelli che lavano la coscienza meglio di spic&span, tanto poi a sporcarla si fa sempre in tempo.
Eccoli qua.
Ma tanto, li conoscete già, no!?

1. Giuro, mi metto a dieta
Come no. Da lunedì magari. Eppure ci credete, davvero. Sarà percheé al cenone di natale vi siete mangiati un pandoro intero da soli, saranno i litri di prosecco che albergano nelle volstre arterie, sarà che le lenticchie e lo zampone ancora ballano “Brigitte Bardot Bardot” nel duodeno prima di trasferirsi irrimediabilmente al piano di sotto, ma insomma mangiare ancora vi sembra impossibile.
E dato che dovete assolutamente perdere quei dieci chiletti di troppo (almeno erano dieci quando vi siete pesati per l’ultima volta il venti dicembre) niente oggi vi sembra più facile.
I più fortunati tra di voi staranno formulando questo insano proposito mentre vomitano abbracciati alla tazza del cesso, magari sorridendo perché “tanto da qualche parte dovevo pur cominciare”.
Magari per un paio di giorni ce la fate a stare a stecchetta. Vi fate una bella passeggiata,  tirate fuori la bicicletta (mai pià ripresa dal due gennaio 2015), e a cena carote e insalata.
Poi arrivano quegli stronzi di amici che sono stati in Messico e vi invitano a guardare le foto, con tanto di cena messicana.
Mentre il guacamole vi esce dalle orecchie pensate “va bè, potevo dire di no?”.
Eccerto.
Poi rientrate in ufficio dopo la befana, e la collega della contabilità, quella con due tette enormi che sembrano sempre sul punto di esplodere vi dice “oggi siamo solo io e te in ufficio, che ne dici se andiamo a mangiare dal cinese?”.
Mica potete fare la figura del debosciato, magari pensa che siete gay.
E allora giù maiale in agrodolce come non ci fosse un domani.
Al quindici di gennaio il vostro proposito è già dimenticato.
Se siete fortunati affogherete la vostra delusione nella scollatura della collega, ma è un fatto che quando vi peserete di nuovo, il venti dicembre, i chili da perdere saranno dodici.
Auguri eh!?

2. Domani svuoto la cantina e butto tutte le cose inutili che non uso più

Ehhhhh grandissima categoria di proponimenti questa, che ha una netta connotazione sessuale.
Infatti nessun uomo che si rispetti penserebbe mai una cosa del genere. Mai. Impossibile.
Primo perché a nessun uomo va mai di fare un cazzo, figuriamoci svuotare la cantina quando è in ferie.
Secondo, perché per un uomo semplicemente non esistono cose inutili.
Volete dire che la collezione dei Fantastici Quattro comprata nell’arco di dieci anni a partire dal 1968 è inutile?
Che il maglione di alpaca riportato dal Perù nel 1989 e che probabilmente non mi entra neanche più, dopo trenta anni che sta in un cassetto lo devo eliminare?
Che tutta la corrispondenza cartacea con le mie fidanzate a partire dagli anni del liceo andrebbe bruciata solo perché trattasi di dieci scatoloni (non è mica colpa mia se ho avuto molte fidanzate grafomani)?
Insomma, diciamocelo, avete già guardato e a voi serve tutto.Tutto.
Però avete commesso un errore, vi siete sposato, e a vostra moglie tutto ciò che è successo prima di conoscerla può anche finire nell’inceneritore.
Sì, anche le squadre del subbuteo che vi siete dipinti a mano.
Ma non dice così, ah no.
Mica dice “brutto stronzo fai fuori quella roba altrimenti esci tu”.
Eh no.
Con fare mellifluo vi sussurra il primo dell’anno, magari dopo avervi concesso le sue grazie (non è il primo dell’anno inutilmente): “caro già che oggi sei a casa, perché non vai a dare un’occhiata in cantina per vedere se possiamo togliere qualcosa?”.
Ecco. Malvagia. Subdola. Voi, presi in una morsa tra la soddisfazione amorosa e la bontà di inizio anno esprimete il vostro proposito, ed effettivamente verso mezzogiorno scendete in cantina.
Alle quattro, quando nssuno ha notizie di voi, finalmente vostra moglie scende in cantina e vi trova in un angolo, singhiozzante, mentre rileggete tutta la collezione dei libri di Salgari.
Alla fine riuscirete a tenere tutto, ma per quell’altra cosa lì…se ne riparla il primo gennaio 2017, lo sapete no!?

3. Non tradirò più mia moglie/marito/fidanzata/fidanzato/quelchelè

Altra grande categoria di proponimenti inascoltati, quasi mai autoindotta.
Diciamocelo, il senso di colpa è un’invenzione dei romanzieri.
E quando mai un uomo o una donna hanno deciso di smetterla di andare in camporella solo perchè “sembrava brutto”?
La verità è che la segretaria si è rifiutata di continuare a venire a letto con voi, perché “tanto la promozione non arriva e tua moglie non la lasci”. Stupito, addolorato e offeso avete detto “prometto, l’anno prossimo” (altro proponimento senza costrutto), e il fatto che lei abbia risposto “sono cinque anni che me lo dici” non ha fatto che acuire la vostra idea di essere vittima di un’ingiustizia.
Oppure l’istruttore di zumba ha cominciato ad andare a letto con la Gianna, che poi rispetto a voi è un cesso terrificante, e questa cosa vi ha veramente offesa a morte.
Il fatto che la Gianna lo paghi è solo un dettaglio, vi dite, la verità è che lui non ha rispettato il vostro amore.
Insomma, arrivate al primo di gennaio e dopo una bella confessione con un sacerdote che rimarrà senza parole e rinuncerà a darvi le penitenze perché nel manuale non ce ne stanno di abbastanza pesanti, giurate a voi stessi: “mai più!”.
Beau geste.
Poi, tornando a casa, incrociate l’inquilina del secondo piano che vi dice: “Signor Giuseppe, non è che potreste venire a vedere perché il mio PC non si accende? Sapete, mio marito non c’è mai quando serve…anzi, a dire il vero non c’è mai e basta”.
E che non glie la vogliamo dare una mano all’inquilina del secondo piano?
Oziosamente vi chiedete quanto tempo dovete stare a stecchetta dopo la confessione, ma ci penserà l’inquilina del secondo piano a togliervi il dubbio: dieci nanosecondi.

4. Mi impegnerò di più sul lavoro
Questo è un proposito che ha una durata media più lunga degli altri, anche perché la maggior parte delle persone ricomincia a lavorare dopo la befana, quindi ci sono in media 7/8 giorni di riflessione.
E in questi giorni il desiderio di tornare a produrre come non mai, alla stregua di Fantozzi che urlava “fateci lavorare!” per poi andare a fare la spesa, è grande.
In realtà anche le vacanze estive, con il loro tedio ombrellone-sabbia-acquasalata ci fanno venire voglia di tornare al lavoro, ma solo per non dover scendere più in spiaggia per tutta la vita.
Invece le vacanze di natale, con tutta questa bontà che trabocca, vi fanno sentire una merda ad aver giocato a ruzzle tutto il tempo, e ad aver chattato senza soluzione di continuità per tutto l’anno.
Avete ricevuto una bella tredicesima, e un po’ vi spiace di essere solo un fancazzista, quando poi anche vostro cognato ha passato tutto capodanno a raccontare i suoi successi, i viaggi premio, l’aumento di stipendio, mentre voi siete confinato in un ufficio polveroso insieme ad un altro disadattato come voi, che non sa neanche giocare a ruzzle, il coglione.
Per cui basta, da quest’anno il lavoro per voi diventerà la priorità numero uno, vi proporrete per i progetti più difficili, starete in ufficio fino a tardi, lavorerete anche il sabato e la domenica da casa, per far sì che vostra moglie sia fiera di voi, che il vostro capo si accorga che esistiate e che quel rompicoglioni di vostro cognato venga zittito una volta per tutte.
Poi, come si sa, i sogni muoiono all’alba, e siccome non appena mettete piede in ufficio la tettona della contabilità vi si attacca cinguettante e vi chiede di accompagnarla a fare shopping, voi fate spallucce, e vi chiedete: perché no!? hai visto mai…

5. Voglio imparare a suonare la chitarra elettrica
Ecco finalmente qualcosa di utile e costruttivo, eccheccavolo!
Basta con questo buonismo, con il sacrificio, con la generosità.
Quest’anno è l’anno in cui imparerete a suonale la chitarra elettrica (o il sassofono, o la batteria, o le nacchere) salirete su un palco, sarete dei fighi pazzeschi e tromberete come matti (non crederete mica che chi suona la chitarra elettrica lo faccia per amore della musica, vero!?).
E questo è anche uno dei pochi buoni propositi che rischia di essere messo veramente in atto; o quanto meno farete qualche passo in tal senso.
Vi ci vedo, a comprare una chitarraccia Eko usata e ad andare a fare lezione da un vecchio ubriacone che si dice nel quartiere una volta fosse il frontman di “Aldo e i suoi Porci” una band demenziale del Tufello che non ha mai sfondato, tranne gli zebedei.
Peccato che l’unica cosa che vi attira veramente (sappiamo tutti qual è) sia molto al di fuori della vostra portata non tanto perché non sapete suonare, quanto perché siete dei vecchi catafalchi.
E’ vero che anche Bob Dylan e Neil Young sono orrendi eppure hanno un certo successo con le donne, ma io prima di fare un confronto metterei su diciamo “Live Rust” e poi mi andrei a nascondere.
Voi no.
Voi che siete stonati come un gong, che al massimo avete battuto le mani (fuori tempo) al gospel della parrocchietta, che non sapete distinguere Pavarotti da Domingo (Pavarotti è morto), insomma voi che siete delle pippe fotoniche in tutto ciò che riguarda l’armonia musicale, avete fatto il proposito di imparare a suonare la chitarra elettrica.
Per fortuna “Aldo e i suoi Porci” erano tremendi ma sapevano suonare, e la vecchia cariatide vi costringe a passare le prime due ore a fare avanti e indietro per la tastiera della Eko finché non vi sanguinano i polpastrelli.
Dato che sulla strada tra casa del vecchio e casa vostra ci sono diversi cassonetti, la Eko finisce ingloriosamente nel cassonetto della carta (mica era veramente di legno) e anche il vostro proposito segue altrettanto ingloriosamente.

6. Farò volontariato
Ah che bella idea! Niente come un atto di pura generosità può rendere felice un uomo e farlo sentire veramente utile al mondo intero.
Il volontariato! Lavorare gratis per il bene della comunità.
Che poi è un po’ quello che fanno tutti i giovani in Italia, visto che non li assume nessuno manco a morire.
Ma no, voi siete anziani privilegiati, avete un lavoro a tempo indeterminato, una casa di proprietà, una macchina e financo uno scooter!
E allora, vi dite, perché non dedicare un po’ di tempo agli altri, a quelli che soffrono, ai diseredati, al nostro pianeta minacciato?
C’è così tanto da fare!
Ecco.
Appunto.
Una volta deciso, che si fa?
La prima telefonata è a Greenpeace: non è che vi serve qualcuno sulla rompighiaccio che parte per l’Antartide il mese prossimo? Ah, ci vuole una laurea in biologia marina con specializzazione a Monterey? Capito…
Proviamo con Legaambiente: mi propongo per l’equipaggio che gira i mari italiani a testare la qualità dell’acqua! No…purtroppo la chimica organica e inorganica non l’ho studiata, ho un diploma in ragioneria…
Allora facciamo le cose in grande! Emergency! Lo so, non sono un medico, ma cazzo avranno pur bisogno che so, di un autista, di un contabile, qualcuno insomma. Telefoniamo! Come dite? Il 50% dei volontari ci rimane secco o gravemente ferito? Bene, ci penso e vi faccio sapere…
Insomma, dopo duecento telefonate l’unico posto disponibile è raccoglitore di vomito all’ospizio della Beata Vergine Immacolata di Noialtri.
A questo punto andate in cucina, aprite una lattina di birra, la tracannate, fate un rutto colossale, poi vi sedete sul divano vicino a vostro cognato e dite: “Che sta a fa’ aaaaaaa Maggica?”

Mi fermo qua, tanto avete capito.
Inutile fare buoni propositi il primo gennaio.
Fateli il venti febbraio, o il dodici aprile, se siete capaci, sobri e senza una lira in tasca.
Io da parte mia, ho fatto il solito proposito di tutti gli anni, che però mantengo sempre: verità, solo la verità, niente altro che la verità!
(seeeeeeee)

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