Mia sorella

Chi non ha fratelli o sorelle forse faticherà un po’ a capire.
In tal caso accontentatevi di credermi.

Io ho una sorella. E’ anche lei in giro da qualche parte qui nell’iperspazio digitale. Si chiama Annalisa.
E’ molto più giovane di me ed è femmina, per questo non abbiamo mai fatto da ragazzi la vita che spesso fanno i fratelli: non siamo usciti insieme, non abbiamo frequentato le stesse comitive, non ci siamo scambiati numeri di telefono.
E poi siamo diversi. Diversissimi, così diversi che talvolta c’è da chiedersi se uno dei due non sia stato adottato, sembra impossibile che siamo usciti dagli stessi genitori.
Con queste premesse, sarebbe facile dedurre che il nostro rapporto non sia molto stretto.
In effetti non ci sentiamo spesso, e ci vediamo raramente, abitiamo lontani, e per una città come Roma questo significa magari tre quarti d’ora in macchina, magari un’ora se il traffico è lento.
Anche su Facebook interagiamo raramente.
Mia sorella è sposata. Con un uomo e con due gatti. Vuole bene a tutti e tre. Non saprei esattamente dire in che ordine, ma forse è meglio non chiedere.
Per molti anni mia sorella è stato un oggetto strano, che c’era ma di cui non mi curavo troppo.
Abitavamo in una casa piccola, e abbiamo dormito nella stessa stanza per molti anni, e questo ci ha aiutato ad avere comunque un po’ di intimità.
Mi ricordo un sacco di volte in cui, anche grandi, ci davamo la mano prima di dormire, perché i letti erano vicini e avevamo voglia di sentirci. Però ero io, il vero bambino, che cercavo la sua mano.
E si litigava per vedere la televisione, oppure io volevo sentire la musica a palla e lei no.
Però non ci frequentavamo, a parte a casa e neanche tanto.
Io ero impegnato, impegnatissimo, come sempre, a fare cose, a viaggiare, suonare, fotografare, vedere amici, correre a destra e sinistra.
Non saprei dire che cosa facessimo insieme in quel periodo, forse niente.
Poi sono andato via di casa, e la nostra frequentazione si è rarefatta, se possibile.
Io tentavo di costruirmi una vita da uomo adulto, con risultati altalenanti, e lei rimaneva a casa con i miei, forse a fare l’eterna adolescente, chissà, non glie l’ho mai chiesto.
Lo so, sto dipingendo una vita di egoismo, ma è così. Sono stato così.
Anche quando mia madre si ammalò, per la seconda e definitiva volta, io non c’ero.
Vivevo altrove, lavoravo sempre, la seguivo da lontano e lasciavo a mia sorella l’incombenza di soffrire per tutti e due.
Io mi tenevo la sofferenza “alta”, quella melodrammatica delle visite in ospedale, dei consulti con i luminari; lei quella quotidiana, la sofferenza di dover stare tutto il giorno con con una persona che forse sa che il suo viaggio è arrivato al termine.
E quando se ne è andata, lei c’era, io no.
Ce ne sarebbe abbastanza, per ripudiarmi, o quanto meno per essere freddi e distaccati.
Ma mia sorella no, non è così.
Nonostante io non sia stato il fratello che avrebbe meritato e forse desiderato, in tutti questi anni mi ha amato e adorato come nessun’altra persona ha fatto mai.
Ogni volta che ho avuto bisogno di lei, c’è stata. Sempre. Non è mancata mai all’appello.
Anche recentemente, quando ho avuto bisogno di parlare e di sentirmi dire cose, è stata lei che ho chiamato.
E’ l’unica persona che pur volendomi bene mi conosce veramente, e sa dire quello che serve, anche le cose scomode.
Le ha dette e le ha messe per iscritto.
So che non diventerò mai il fratello che potrei essere, ormai l’ho capito, e me ne vergogno un po’.
Ma so che c’è una persona che mi accompagnerà e mi sosterrà sempre, senza compromessi e senza interessi, no matter what.
Se non avete una sorella così, vi compiango. Davvero.

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4 thoughts on “Mia sorella

  1. Mi ci ritrovo molto nella tua bella lettera d’amore! Differenza d’età, amicizie diverse, andato via di casa presto, lei rimasta “sul pezzo” a sobbarcarsi le fatiche quotidiane. La mia non in solitudine, per fortuna, perché c’è un’altro fratello al paese… e con meno drammaticità, perché i nostri genitori pur anziani ci sono ancora… con mia sorella però io penso di avere molte somiglianze… sornioni, ironici, fatalisti, a volte sognatori ed a volte terra terra. Un abbraccio a te e tua sorella!

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