Il piccolo campo

Il titolo è un omaggio ad un libro di Erskine Caldwell che ho amato molto.

E sì, alla fine ieri sono uscito con Luca e Sergio.
Doveva venire anche Andrea, poi sai com’è lui, sempre in giro, sempre impegni, ha telefonato un’ora prima a Luca e ha detto che non ce la faceva.
Non ce la fa mai, Andrea, ormai siamo rassegnati.
Ci avrebbe fatto piacere ricreare il quartetto del liceo, ma per un motivo o per l’altro non riusciamo mai a vederci tutti insieme.
Non che noialtri ci frequentiamo così spesso, lo sai. Però succede, di tanto in tanto. Non ci siamo mai persi di vista in tutti questi anni.
Di solito c’è sempre un motivo, ormai non ci vediamo più tanto per vederci, ma quando succede…beh non è cambiato niente, sai.
Anche ieri è stato così.
La scusa era la casa nuova di Luca.
Ha preso un piccolo appartamento in Via Quintilio Varo, sai quello di “Varo rendimi le mie legioni!” ? No, certo, non sei mai stata ferrata in storia, l’arte è la tua passione.
Comunque, è una via non lontano da Cinecittà, dagli studi cinematografici intendo, e neanche tanto da casa mia, infatti sono andato a piedi.
Luca è triste in questo periodo, si è trasferito lì dopo la fine della sua storia con Laura, stavano insieme da quasi dieci anni, non proprio una famiglia tradizionale ma quasi.
E poi da un giorno all’altro la loro vita insieme è diventata sterile, senza senso. E senza figli hanno deciso di separarsi senza rancore.
Ma si vede che lui sta ancora male. Benvenuto nel club, gli avrei voluto dire ieri, ma gli voglio bene, non ha bisogno di me per questo.
Sono arrivato che Sergio era già lì, lui è taciturno e puntuale, io caciarone e ritardatario, infatti mi ha guardato male da sotto le lenti.
Eravamo d’accordo per vederci alle 7, per un aperitivo da Luca così ci faceva vedere la casa e poi saremmo andati a mangiare una pizza là vicino; sì gli ho proposto la pizzeria napoletana a Via Seiano, quella in cui siamo andati anche noi un po’ di volte, Luca voleva andare ad un cinese nuovo, insomma non eravamo convinti.
Poi ad un certo punto abbiamo guardato fuori, il sole non era ancora tramontato, anzi, faceva un caldo pazzesco, d’altronde siamo a fine giugno, e poi casa di Luca è piccola ed esposta a sud, si moriva.
Così, mentre eravamo fermi a chiacchierare, bere una birra e guardare fuori, Luca fa:
– Ma perché invece di chiuderci in un locale con questo caldo non ce ne stiamo all’aria aperta? –
– E dove vorresti andare? – gli ha chiesto Sergio, sempre razionale, mai una volta che si lanci verso mondi inesplorati, lui.
Al che Luca gli risponde:
– Ho scoperto un posto, qua vicino. E’ un piccolo campo pieno di papaveri. Una cosa pazzesca, un campo di papaveri in mezzo ai palazzi di Roma. Mi porto la chitarra, prendiamo pizza e birra e andiamo a fare gli scout come al liceo. –
Mi sono sentito morire.
Ho sorriso, ma dentro piangevo.
Non è difficile, sai, anzi: è possibile piangere e ridere allo stesso tempo.
D’altronde, quelli della faccia sono solo muscoli, puoi muoverli a comando, anche quando non vuoi. Puoi allenarti a farlo, c’è gente che sorride da una vita con la morte dentro.
Anche io sono diventato bravo, lo sai.
I muscoli non sono come la pancia, lo stomaco, il cuore.
Quelli no, quelli fanno come vogliono. Ti fanno male quando vogliono loro, e nel mio caso è sempre.
Ma i poveri muscoli della faccia anche se non vogliono devono obbedire ai miei ordini, e così gli ho intimato di alzarsi, di scoprire i denti, e di sorridere.
Dentro, piangevo.
Anche piangere senza che nessuno se ne accorga è facile.
Basta alzare un muro sulla pelle, in modo che diventi di marmo, e le lacrime non escono.
Facile, sono diventato bravo anche in questo.
E così tra l’entusiasmo di Luca e la passività di Sergio ci siamo incamminati.
Quando siamo arrivati, mi mancava il fiato: il campo era rigoglioso, i papaveri altissimi, fitti, rossi. Non l’avevo mai visto così.
Ci siamo sdraiati su una specie di collinetta, abbiamo mangiato, poi Luca ha cominciato a suonicchiare, abbiamo cantato, anche Sergio che pure non parla quasi mai.
Sempre le stesse cose, i Beatles, CSN, Battisti. Le cose che ci piacciono da sempre.
Io ero sereno, almeno così pensavo, finché Luca non ha posato la chitarra, e non ha detto:
– Che meraviglia questo posto. E’ un luogo magico. Penso che sarebbe il primo posto dove porterei una donna. –
Abbiamo sorriso: mi piace Luca, ha carattere, anche quando è giù cerca sempre di rialzarsi, non cede alla commiserazione.
Ho sorriso anche io, i miei zigomi urlavano dal dolore, ma li ho ignorati, devono fare quello che dico io.
Poi Luca mi ha guardato strano.
– Perché piangi? – mi ha chiesto.
Io mi sono toccato le guance, ed effettivamente le lacrime stavano scendendo.
Era troppo. Quel posto è troppo, e il marmo che credevo ricoprisse la pelle si è sbriciolato in un istante.
Non sapevo che dire, ma è stato Sergio a parlare.
– La foto. La foto che è stata usata. E’ stata scattata qui. Non ci sono i papaveri, ma il posto è lo stesso, ora lo riconosco. –
Io ho annuito, mentre ormai anche i muscoli si rifiutavano di obbedirmi, piangevo e basta.
Luca ha spalancato gli occhi, si è messo le mani nei capelli:
– Oddio Giulio, scusa, non lo sapevo, oddio mio non ti avrei mai portato qua, ma ci dovevo pensare, abitavate qua dietro, me lo dovevo aspettare… –
L’ho zittito con un gesto della mano, non riuscivo a parlare, ma che colpa ne hai, volevo dire con gli occhi, che colpa ne hai tu.
Forse ha capito, perché si è avvicinato e mi ha abbracciato.
E anche Sergio, così restio al contatto umano.
Non ci crederai ma siamo rimasti così, per un sacco di tempo.
Tre uomini, tre amici abbracciati.
E un piccolo campo di papaveri.

Papaveri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...