Una lettera per mamma

Lo so, lo so, e so che lo sai anche tu: non mi sono ricordato l’anniversario della tua morte.
E’ il primo anno che non lo ricordo, e questa non è una giustificazione, ma sto diventando vecchio anche io, tra non molto avrò la stessa età di quando te ne sei andata; non possiamo farci niente, sai; la vecchiaia è una coperta ogni giorno più corta, e passiamo la nostra giornata a tirarla da una parte e dall’altra, cercando di non sentire troppo freddo.
Sono passati diciotto anni, ci pensi? I bambini nati quel giorno ora sono degli adulti, hanno festeggiato la maggiore età e passeranno il primo Capodanno da grandi. I nostri ragazzi del ’99, un altro ’99 ma per me molto più importante.
Se ti può consolare non ricordo niente di quei giorni, non ricordo dove fossi io QUEL Capodanno, non ricordo cosa ho fatto quei giorni, con chi sono stato; con la mia famiglia, certo, ma nessun dettaglio.
E’ come se quell’evento abbia spento la mia testa per un po’.
Ricordo solo un altro episodio analogo nella mia vita, quando mi spezzai una gamba in un incidente stradale: il mio cervello conserva perfettamente tutti i ricordi fino ad un istante prima dell’impatto, poi più niente.
Già, un meraviglioso meccanismo di salvaguardia, per evitare che un dolore così forte ci uccida o ci faccia impazzire.
Però, sai, ricordo tutto il resto.
Ricordo le carezze, un po’ ruvide perché non eri tipo da smancerie, e anche gli schiaffi, quanti ne ho presi e quanti me ne sono meritati.
Ricordo le vacanze al mare, che passavi immobile sotto il sole per riposarti dopo i mesi in cui ti alzavi alle 4 per lavorare ore e ore.
Ricordo di quando sei stata male, un sacco di volte, e ogni volta ti rialzavi come se niente fosse.
Ricordo infiniti viaggi in macchina e che da quando presi la patente non volli più venire con te perché mi faceva paura come guidavi.
Ricordo lo sguardo di tenerezza e comprensione quando urlai che non volevo far sopprimere il nostro cane che era gravemente malato.
Ricordo quelle poche cose che sapevi cucinare, che però non ho più mangiato, mai più, così.
Ricordo l’ultimo abbraccio e l’ultima telefonata.
Ricordo le tue spoglie mortali e i tuoi capelli.
E dopo di te non mi ricordo più.



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2 thoughts on “Una lettera per mamma

  1. Tutto mi piace, la foto della tua bella mamma , le descrizioni che fai di lei, la ricerca dentro di te che scova i momenti più cruciali….
    È il tuo scrivere sempre così puntuale e “affettivo”…
    Auguri

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