Salvate i piccoli genii? No, grazie.

Ero, sono e sempre sarò contrario. Contrarissimo. A qualsiasi forma di “selezione” dei bambini. Basata su che, poi?

Sul QI? non scherziamo.

Sulla precocità?
Alzi la mano chi sa dirmi almeno 5 genii che a scuola erano precoci. Mozart, Gauss, poi?

Spesso i bambini sono semplicemente più maturi della loro età, ma poi recuperano.

Selezionarli, e formarli in maniera differenziata potrebbe rovinare la vita loro, e mettere in difficoltà gli “altri”.

E che società è quella che vuole scegliere i migliori, tra i banchi di scuola, quando poi all’Università, nella vita reale, il merito e la competenza non hanno cittadinanza?

E se pure per assurdo – e non lo penso – esistesse un metodo per capire quali bambini promettono di più dal punto di vista intellettivo, che cosa vogliamo fare di questi “piccoli genii”?

Un gruppo di disadattati sociali, che ha scoperto le equazioni differenziali a 10 anni, ma non ha mai dovuto imparare come rapportarsi con gli altri, con TUTTI gli altri, anche quelli “meno” di loro?

Lasciamoli stare, i bambini.
Ci sono tante cose di cui hanno bisogno, e che sono già abbastanza impegnative.

Se poi saranno da grandi dei novelli Einstein, non sarà una partita di pallone in più e una lezione di matematica in meno a impedirglielo.

Questo il link all’articolo di Repubblica.

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