I grandi quesiti della fisica moderna

Nonostante i progressi e i recenti sviluppi, culminati nella identificazione del Bosone di Higgs, ancora molto rimane da scoprire sul funzionamento del nostro universo.
Alcune domande sono ancora senza risposta, ma team internazionali, al Cern, al MIT, alla NASA, stanno lavorando alacremente per chiarire il funzionamento di alcuni meccanismi fondamentali della natura.
Ecco alcuni dei quesiti insoluti.

Perché il principio di impenetrabilità dei corpi sembra non applicarsi ai veicoli a motore che intorno alle ore 8.30 si avvicinano alle scuole comunali e statali, i quali – per lo più condotti da esseri umani di sesso femminile detti “mamme” – tagliano perpendicolarmente la carreggiata pur di avvicinarsi il più possibile all’ingresso della scuola, certe che la loro automobile non potrà in alcun modo interagire con altri veicoli in arrivo, con particolare riferimento a scooter Honda di colore blu?

Perché per le suddette mamme, una volta consegnati i pargoli, non si applica il principio di relatività ristretta, permettendo loro di percorrere Via Nomentana a velocità – seppur estremamente elevate – molto inferiori a quella della luce, con la intima consapevolezza di arrivare prima di quando sono partite da scuola?

Cosa permette a delle semplici onde sonore di interferire e addirittura spostare veicoli del peso di diversi quintali o tonnellate, purché il suono sia intenso, fastidioso, prolungato, e proveniente da un marchingegno di plastica azionato da una delicata mano femminile?

Perché, a differenza di quanto creduto dai fisici moderni da Planck in poi, il principio di indeterminazione su scala macroscopica si applica solo ai veicoli a motore guidati dalle suddette mamme, impedendo di stabilire con esattezza la loro posizione e velocità, in modo tale che se un momento prima la strada era libera, l’istante dopo ti piombano addosso cercando di asfaltarti?

Per quale motivo tutte le distribuzioni statistiche conosciute non riescono in alcun modo a spiegare come mai quando uno di tali veicoli impatta con uno scooter Honda di colore blu, invariabilmente si tratta dell’unica volta in cui il mammaguidato veicolo ha rispettato lo stop, ridotto la velocità al di sotto dei 140 chilometri orari, e addirittura azionato le frecce, fenomeno per di più quasi metafisico, dato che la suddetta guidatrice ignorava fino a pochi secondi prima non solo la posizione ma anche l’esistenza stessa di uno strumento denominato “indicatore di direzione”?

Ecco. Ora anche voi sapete quali frontiere inesplorate si apriranno agli scienziati che vorranno investigare seriamente sui misteri del nostro universo…

Auto doppia fila

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